lunedì 17 marzo 2008

No alla Olimpiadi di Sangue


L’Italia non deve partecipare alle Olimpiadi di Pechino. I Giochi Olimpici sono bagnati del sangue dei tibetani. A Lhasa sono morte almeno 100 persone, alcune bruciate vive. Protestavano nell’anniversario della sanguinosa repressione cinese del 1959.
Il buddismo non è una religione di conquista, non ha causato stragi secolari come le religioni monoteiste. Il buddista può essere ucciso, ma non uccide. Il governo cinese minaccia nuove stragi se i tibetani non cesseranno le manifestazioni entro lunedì.

Li minaccia a casa loro, in una nazione occupata. Minaccia un popolo
costretto in gran parte all’esilio. Di cui ha distrutto i monasteri. Di cui vorrebbe cancellare l’identità con una immigrazione selvaggia.
I tibetani sono uno dei popoli più pacifici della terra. Da decine di anni è in atto nei loro confronti un piccolo olocausto dagli occhi a mandorla, ma l’Occidente volta sempre la testa dall’altra parte. Pecunia WTO non olet.

Né Valium, né lo psiconano hanno voluto ricevere il Dalai Lama in visita in Italia lo scorso autunno. E’ stato
trattato come un paria, prima gli affari, poi i diritti civili. I nostri grandi statisti: la vergogna internazionale d’Italia.
Gli atleti italiani rinuncino alle Olimpiadi. Facciano outing contro la dittatura, sarà la migliore azione della loro vita. Figli e nipoti ne saranno fieri. Molti taliani gliene daranno merito. Li ospiterò a casa mia durante le Olimpiadi e, come rimborso, li pagherò come personal trainer.
Le Olimpiadi di Pechino non si possono celebrare sui massacri di Lhasa. Per ogni finale olimpica, per ogni premiazione ci sarà il ricordo di un tibetano assassinato e di una Nazione stuprata sotto gli occhi indifferenti del mondo.
Il
il Dalai Lama è un uomo buono, aperto, disponibile, ma assolutamente determinato a restituire la libertà al suo popolo. Lo saluto da questo blog.
No alle Olimpiadi di sangue.

testo tratto da BeppeGrillo.it

giovedì 13 marzo 2008

Case dell'Acqua, un successo. Lo dicono i consumi

Le sette case dell’acqua (grandi fontane pubbliche dalle quali e possibile rifornirsi di acqua depurata minerale, gasata e frizzante) realizzate lo scorso anno da Tasm (San Donato Milanese, Pieve Emanuele, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Trezzano sul Naviglio e Vizzolo Predabissi) vanno a gonfie vele. I rilevamenti sui consumi eseguiti lo scorso mese di febbraio testimoniano l’alto livello di interesse mostrato dalla popolazione per l’acqua erogata da queste fontane. A consuntivo le sette case dell’acqua hanno fornito complessivamente oltre sei milioni di metri cubi di acqua, per una media giornaliera complessiva di oltre 17 mila litri. Si stima che almeno 30 mila persone si servono di queste Case per riempire le proprie bottiglie di acqua naturale, gassata e gassata refrigerata.

I dati e le proiezioni a Pieve, Buccinasco e San Donato Milanese

<<Siamo particolarmente soddisfatti di questi dati –commenta il presidente di Tasm Tiziano Butturini- che testimoniano quanto questa novità sia stata accolta con favore dalla popolazione. Nella “classifica” dei quantitativi erogati spicca la casa dell’acqua di Cesano Boscone, che -grazie ai vicini e popolosi quartieri di Milano- in 139 giorni di attività ha fornito 622 mila litri di acqua, con una proiezione annua di oltre un milione e mezzo di litri. Buona anche la performance di Buccinasco che con 978 mila litri in 257 giorni si conferma una delle case dell’acqua più frequentate>>.

I consumi a Corsico, Cesano e Vizzoli con i dati e le proiezioni totali


Ma non è tutto. Motivo di soddisfazione viene anche dato dal numero delle bottiglie che non finiscono nei rifiuti. Bere l’acqua del rubinetto o delle case dell’acqua invece delle minerali dei supermercati significa anche evitare che un gran numero di bottiglie di plastica finisca in discarica.

<<Il nostro obiettivo infatti è promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto buona, controllata, sicura e gratuita, -afferma Tiziano Butturini- in alternativa alle minerali a volte scelte solo perché gassate. Grazie all’acqua erogata dalle Case dell’Acqua di TASM si evita su base annua lo smaltimento nei rifiuti di oltre 4 milioni di bottiglie di plastica>>.

L’acqua minerale viene infatti spesso venduta in luoghi lontani dalle zone di produzione e se un camion può trasportare circa 26.500 litri(17.667 bottiglie da 1,5 litri), per questa operazione sono necessari ogni anno oltre 280 mila viaggi. Se si bevesse più acqua della rete idrica, si limiterebbero il traffico e l’inquinamento. Ogni italiano beve circa 172 litri di acqua minerale in un anno e questo vuol dire che consuma in media 90 bottiglie di plastica e una trentina di vetro.

Quelle più facilmente raggiungibili e situate su vie di collegamento hanno un consumo di acqua maggiore, come quella di Cesano, sempre affollatissima.

testo tratto da mi-lorenteggio.com

Ecco un ottima iniziativa nata nel mio comune, Corsico, che penso sfrutterò tra poco.

Anche nel vostro comune è così? Credete in questo progetto o pensate che tra breve finirà nel "dimenticatoio"? Fatevi sentire nell'area commenti.

martedì 11 marzo 2008

Torturatore italiano: "In Afghanistan facciamo così". Video terrificante su "Le Iene"


La "iena" Luigi Pelazza si sottopone ad un interrogatorio. Vengono descritte nei minimi particolari le tecniche di interrogatorio e di tortura oggi applicate per far parlare i "presunti terroristi". Esiste un manuale militare Usa e alcuni italiani hanno imparato benissimo...

8 marzo 2008 - Alessandro Marescotti

"Un militare ci mostra le tecniche di interrogatorio". Questo è il video incredibile che è stato mostrato su Italia 1 nella puntata delle Iene.

La "iena" Luigi Pelazza si è fatto spiegare da un italiano in uniforme, con il viso mascherato e con vistose reticence su vari particolari, le tecniche di interrogatorio e di tortura praticate in Afghanistan e in altre aree del mondo in cui vi sono le cosiddette "missioni di pace". Lo scopo? Far parlare i presunti terroristi.

E' un documento terrificante che si può visionare su
http://tinyurl.com/29kgqe

Vi avverto che per quanto possa essere una "rappresentazione" di un interrogatorio è sconsigliato ad un pubblico giovane e/o facilmente impressionabile.

Che dice il governo italiano che sta per concludere la legislatura?

testo tratto da Peacelink.it

Per coloro che volessero approfondire :
Il manuale segreto della Cia: "Così si tortura un prigioniero"
http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/esteri/iraqtorture/manualecia/manualecia.html

lunedì 10 marzo 2008

"Canale 0" il futuro della libera informazione!!

''IN 3 GIORNI SUPERATE LE 1.000 ADESIONI''


NUOVO FORMAT TV

DA QUESTO MOMENTO IL SITO DI MEGACHIP SI METTE A DISPOSIZIONE DI TUTTI COLORO CHE VORRANNO ADERIRE ALL'APPELLO PER UNA INFORMAZIONE LIBERA

POTETE FARLO SCRIVENDO A: organizzazionemegachip@gmail.com

CANALE ZERO
Appello per una informazione libera

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.

Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr'attaccare.
Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un'informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.

Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.
Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.

E' tra voi, tra i cittadini, che dobbiamo raccogliere la somma necessaria per avviare l'esperimento. Che è grande, immenso, ma che dobbiamo fare con gli spiccioli. Un Davide contro i sette Golia. Ma non occorre avere decine di miliardi di euro per fare una informazione decente e libera. Anzi, i miliardi di euro sono proprio quelli che la imbavagliano e la impediscono.

Noi riteniamo che lo si possa fare anche con una cifra modesta di partenza. Per farlo occorre una struttura organizzativa essenziale. Anche questa costa. Per avviare questa macchina di raccolta è indispensabile sapere in anticipo quanti siamo, quante persone e gruppi sono disponibili.

Non chiediamo, per ora, denaro.

Chiediamo, a tutti coloro che sono disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto, di comunicarci il loro impegno, con una semplice e-mail, accompagnata dai dati essenziali: nome e cognome, e-mail, luogo di residenza ed eventuale recapito telefonico.

I dati raccolti resteranno riservati. Verranno resi noti, nel corso dei tre mesi necessari per questa "campagna di impegno", soltanto i totali, per aree geografiche, con cadenza settimanale.

Al termine dei tre mesi valuteremo se esistano le condizioni di partenza e, in caso affermativo, avvieremo la raccolta del denaro. E useremo questi mesi per definire tutti gli aspetti amministrativi, legali, organizzativi necessari.

Il sito di riferimento per la "campagna di impegno" sarà www.megachip.info che riporterà in maniera centralizzata le informazioni essenziali. Ma coinvolgeremo una serie di siti amici, di blog, di emittenti radiofoniche e mezzi di comunicazione che vorranno appoggiare e diffondere il messaggio della raccolta.

Le tappe:

Stiamo definendo una redazione giornalistica che lavorerà a tempo pieno, e i cui componenti avranno un contratto di collaborazione regolare per l'intera durata iniziale del progetto: 18 mesi .

La redazione avrà un direttore, nominato da questo collettivo e da un ampio gruppo di sostenitori, con analoga, elevata professionalità. E che non avrà altri vincoli che quelli di una corretta deontologia professionale e quelli dettati da un semplice documento d'intenti comprendente questi punti:

1) Difesa della Costituzione e della legalità democratica.
2) No a ogni guerra.
3) Difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini.
4) Difesa dell'ambiente e del territorio.
5) Difesa della laicità dello stato.

Prevediamo di definire, in base a una ampia consultazione, un comitato di garanti, super partes, scelti tra le personalità democratiche che godono della fiducia generale per le loro qualità professionali, culturali, scientifiche, di azione sociale. Il loro compito sarà di verificare che queste impostazioni ideali siano rispettate. A tal proposito vi chiediamo sin d'ora di esprimere il nome di una persona che, secondo voi, possa assicurare l'applicazione dei principi di cui sopra.


L'indipendenza degli operatori sarà totalmente garantita. Ogni fase della costruzione del progetto sarà resa pubblica nel più totale rispetto della trasparenza, attraverso strumenti di verifica diretta dei suoi finanziatori. In primo luogo attraverso la Rete, ma anche con una articolazione di comitati e di assemblee nei territori.

Primi firmatari:

Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Lucio Manisco, Gianni Minà, Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli

(L'elenco è aperto ad altre adesioni, che saranno tempestivamente rese note)

testo tratto da Megachip

sabato 8 marzo 2008

Abbasso Esselunga, Si alle Cooperative!!!


Ve lo ricordate il libro "Falce e carrello" del patron di Esselunga, Caprotti, sulle Coop? Rinfresco io, qui e qui. E dire che perfino su internet, a tutt'oggi, è dura trovare qualcuno che abbia letto la vicenda con un minimo di critica.
Beh, la faccenda orribile avvenuta all'Esselunga di via Papiniano, a Milano, ha fatto emergere svariate porcherie di ben diversa natura, proprio riguardo a Esselunga: porcherie che non riguardano la presenza sul territorio o le tasse pagate, bensì il clima lavorativo in cui si ritrovano i suoi dipendenti, che hanno addirittura paura di rivolgersi ai sindacati.
Ora Esselunga - anziché spendere qualche parola per la dipendente picchiata e "torturata" nel bagno - spende molti soldi per dire sui giornali che è "perseguitata" dai media, dai politici e dai sindacati. Caprotti parla di complotto ...pensaunpò.
E dire che secondo me i sindacati ci sono andati fin troppo leggeri. Hanno infatti dichiarato: "Ci dissociamo da chi attribuisce responsabilità dirette ad Esselunga nell´aggressione: l´unica responsabilità che riteniamo possa avere, a oggi, è quella prevista dall´articolo 2087 del Codice Civile, la tutela delle condizioni di lavoro".
Allora.
Già che si parla tanto di sicurezza sul lavoro, sarebbe ora di parlare anche di queste orrendezze da mobbing. Perché se alla morte non c'è rimedio, alle sevizie psicologiche si può (e si deve) mettere fine.
Insomma. Esselunga mi piaceva sempre meno, ora ho un motivo in più per fare la spesa altrove.

testo tratto da Emmart - Blogghino Gallegiante

Oggi ho deciso di boicoittare, come da programma per oggi
08/03 e domani 09/03, l'Esselunga e sono andato a fare la spesa alla Coop che mi è sempre stata più "simpatica".
La quale da sempre riconosce la sicurezza alimentare, la difesa dell'ambiente e l'educazione al consumo.

Ed ho deciso anche di diventare SocioCoop con 25 euro (che poi ti ritornano sotto forma di buoni spesa). Quindi vada a farsi fottere l'Esselunga coi suoi punti Fidaty.
W le Coopertarive e Altromercato che incentivano il lavoro nei paesi di sviluppo, un lavoro regolare con un vero contratto di lavoro, che rispetta i diritti del lavoratore e l'ambiente.

p.s. mi stavo quasi dimenticando...

TANTI AUGURI A TUTTE LE DONNE!!

BUON 8 MARZO A TUTTE!!
SIETE UNA DELLE "COSE" PIU' BELLE E INCREDIBILI CHE CI SIANO AL MONDO!!

lunedì 3 marzo 2008

L' Arte Delle Donne a Palazzo Reale - Milano

Nell’Anno Europeo delle Pari Opportunità, il primo grande evento espositivo dedicato a cinque secoli di arte al femminile, attraverso 110 artiste e 200 opere, da Sofonisba Anguissola a Camille Claudel, da Lavinia Fontana a Frida Kalho, da Marietta Robusti Tintoretto a Tamara de Lempicka, ad altre ancora.

Sono andato a vederla la settimana scorsa e mi è piaciuta molto. Questa mostra racchiude "la figura della donna degli ultimi cinque secoli, attraverso gli occhi della donna stessa". E penso che in tempi come questi siamo più importante che mai difendere la donna e la sua libertà.

La consiglio a tutti. L'unica nota negativa è stata vedere al suo interno tantissime donne di tutte le età, ma pochissimi uomini. Gli unici che ho visto sono stati due gay, un signore sulla sessantina e un ragazzo "scazzatissimo" che accompagnava due amiche.

Ma che fine hanno fatto gli uomini?? Insomma cromosoma Y... SVEGLIA!!!!

venerdì 29 febbraio 2008

Extraordinary Rendition: un film imperdibile!!!



Arrivano le prime timide ammissioni dei governi, nonostante gli omissis e l’ opposizione del segreto di Stato, e si configurano scenari più ricchi di particolari sulla questione delle extraordinary renditions, cioè i rapimenti a scopo di interrogatorio di presunti terroristi. Una pratica che nel dopo 11 settembre la Cia ha utilizzato per un numero imprecisato di volte coinvolgendo non si capisce bene quante persone. Catturate con azioni segrete e trasportate con voli speciali in basi a disposizione dei servizi segreti Usa (nell’Europa dell’Est in Romania e Polonia e anche in nord Africa e Asia) per essere interrogati in modo "non convenzionale", cioè al di fuori delle regole internazionali che vietano la tortura.

Azioni che letteralmente significano "consegne straordinarie", una sorta di rilascio che invece nella pratica si traduce in detenzione a tempo illimitato, in luoghi sconosciuti, senza un capo d’accusa chiaro, lasciando i familiari delle vittime allo scuro di tutto. Il caso più noto in Italia è quello dell'imam egiziano Abu Omar, rapito in pieno giorno a Milano da 26 uomini della CIA nel febbraio 2003, con la probabile complicità del Sismi. La Procura di Milano ha rinviato a giudizio gli uomini Cia, l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e Renato Farina, giornalista di Libero. Altre inchieste sono in corso in Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo mentre nel febbraio del 2007 il Parlamento Europeo ha approvato la relazione di una commissione d'inchiesta che condanna i metodi Usa e la collaborazione di diversi governi europei.

Se volete avere un’idea "visiva" di cosa possa significare tutto questo, il 29 febbraio esce nelle sale Rendition, il film di Gavin Hood (regista sudafricano premio Oscar nel 2005 per Tsotsi) che, ispirandosi ad un caso reale, mostra che fine fa un ingegnere chimico di origine egiziana che stava tornando negli Usa dopo essere stato ad un convegno a Città del Capo. Dal vertice della Cia (Meryl Streep), che lo ritiene in contatto con cellule terroristiche, arriva l’ordine di rapirlo. Nel carcere del nord Africa dove viene segregato lo sottopongono a interrogatori e torture finchè pure il rappresentante dei servizi Usa (Jake Gyllenhaal), si muove a pietà. Intanto a Washington la moglie Isabella (Reese Witherspoon) tenta l’impossibile: chiedere spiegazioni alla politica. Il film è coraggioso da tanti punti di vista. Innanzitutto perché affronta un tema poco noto e indigesto al pubblico Usa. Alla presentazione per la stampa lo ha sottolineato Piera Detassis, direttrice di Ciak e responsabile della sezione Premiere della Festa di Roma, che lo ha ospitato a ottobre.

Tutta una serie di pellicole americane sono andate male negli
States, da Lions for Lambs di Redford (che invece in Italia ha fatto il record rispetto agli altri paesi) a Nella Valle di Elah mentre hanno riscosso interesse in Europa. Emblematico il caso dell’Inghilterra, dove Rendition è uscito in ottobre e ha scatenato una serie di domande al governo sulle possibili connivenze con gli Usa. Nel 2005 Tony Blair, sodale di Gorge Bush nella lotta dura al terrorismo, aveva negato ogni coinvolgimento. E invece è di giovedì la notizia della parziale ammissione del ministro degli Esteri sulla concessione in due occasioni della base inglese di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, per far rifornire aerei Cia che trasportavano prigionieri. Del resto il tema della reticenza della classe politica su queste vicende è un punto centrale. Claudio Fava, eurodeputato Ds e relatore della Commissione d’ inchiesta del Parlamente europeo sul tema, ha punto il dito: “Ho capito che le istituzioni europee non hanno intenzione di trovare la verità. L’imbarazzo dei governi è palese, compresi gli ultimi due in Italia, che non potevano non sapere: le procedure Cia impongono che per un’operazione come quella di Abu Omar ci sia il lasciapassare del primo Ministro. Come minimo”. Quanto ai numeri e ai metodi, l’esponente Ds ricorda che “sono stati censiti 1341 voli di compagnie fantasma intestate a caselle postali di posti sperduti e tutti riconducibili alla Cia. Sul sito dell’Europarlamento si trova la lista delle sigle”.

Nessuna guardia di frontiera ha mai chiesto spiegazioni su questi aerei. Esistono poi situazioni paradossali: “Abbiamo testimonianze di un caso in cui da un piccolo aereo giorni utilizzato per una rendition, in sosta per due giorni, chiesero 60 kili di ghiaccio secco. Ora: per le bevande di un intero Boeing ne sarebbero bastati 20”. Quanto ai catturati e rilasciati, si conoscono solo 19 casi, i più eclatanti perché erano coinvolti cittadini residenti in Europa “tutti scarcerati perché le prove erano inesistenti”. Anche perché pratica comune, specie in paesi del nord Africa, era di “vendere per migliaia di dollari nomi di persone rivelatesi estranee”. Comunque il 12 marzo riprenderà il processo sul caso Abu Omar. Voce autorevole in questo senso quella del , anche lui impressionato dalla ricostruzione del film. Quanto al procedimento, bloccato perché il governo in carica ha opposto il segreto di Stato (deve pronunciarsi la Corte Costituzionale sull’eventuale conflitto di attribuzioni), fa un appello: ”Se più volte Prodi ha dichiarato che sul caso sarà tolto il segreto di Stato, agisca di conseguenza e lasci celebrare il processo”.

Il procuratore ha sottolineato che la forza delle democrazie si misura quando “per rispettare le regole si opera con una mano dietro la schiena” e rivendica per il nostro paese “il primato di condannati per terrorismo internazionale”. Significa che data estrema importanza alle prove e agli indizi di colpevolezza. Anche perché gli stessi addetti ai lavori hanno più volte sottolineato “l’inutilità della tortura per ottenere informazioni o comunque risultati scarsi in questo senso”.
Quest’ultima questione è una di quelle avanzate anche da Giusy D’Alcanzo, ricercatrice per Amnesty International, che sostiene l’uscita del film e che ha prodotto lavoro utilissimo anche per la Commissione d’inchiesta europea. I suoi dossier hanno permesso di fare luce su decine di casi, documentandoli e portandoli all’attenzione dell’opinione pubblica. Uno sforzo parallelo dovrebbe fare il mondo dell’informazione, che spesso è stata reticente su questi casi. Servirebbero anche più dirigenti dei servizi segreti che si facciano prendere da “crisi di coscienza”, come accade a Jake Gyllenhall nel film: fa fuggire il detenuto e poi chiama il Washington Post.

Testo tratto da Unità.it

Taglia la bolletta e chiudi una centrale, basta cambiare le lampadine di casa

di Antonio Canciullo

Pochi giorni fa gli "elettricisti verdi" di Greenpeace sono andati in giro per negozi, mercati e università per sostituire le vecchie lampadine a incandescenza con le fluorescenti compatte che permettono di abbattere fino all'80 per cento dell'energia utilizzata alleggerendo il peso economico della bolletta elettrica. Secondo le stime dell'associazione ambientalista, basterebbe passare a questa nuova tecnologia d'illuminazione per evitare l'immissione di tre milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari a circa il tre per cento del deficit dell'Italia rispetto agli obiettivi di Kyoto.


Una mossa di buon senso che potrebbe diventare presto legge in Europa: lo ha chiesto il ministro per l'Ambiente tedesco, Sigmar Gabriel, in una lettera al commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas. E del resto la corsa al salto tecnologico è partita ovunque. La California ha deciso di sostituire entro il 2012 tutte le lampadine ad incandescenza con quelle fluorescenti compatte. Il ministro dell'Ambiente dell'Australia, Malcolm Turnbull, ha annunciato di voler eliminare le lampadine convenzionali in tre anni.


Ora anche i lettori di Repubblica.it hanno la possibilità di passare all'azione. Non vi resta che guardarvi in giro e cercare i punti luce che usate più spesso. Sostituite una o più lampadine ad alto impatto ambientale con le lampadine più efficienti e avrete immediatamente una serie di vantaggi. Il primo, forse un po' prosaico ma utile, è frenare la bolletta elettrica: a fronte della raffica di aumenti finalmente un'autoriduzione! Il secondo vantaggio è ecologico: potrete misurare immediatamente, nel contatore pubblicato sul sito, in che modo il vostro contributo sta aiutando l'ambiente in termini di barili di petrolio risparmiati. Cambiando tutte le vecchie lampadine si eviterebbe la costruzione di una centrale da mille megawatt.

testo tratto da Repubblica.it

lunedì 25 febbraio 2008

Beppe Grillo al Monnezza Day 1/2

Ecco 15 minuti dell'intervento di Grillo a Napoli al Monnezza Day!! ho deciso di postarlo per tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di seguirlo. Buona Visione!!!

Beppe Grillo al Monnezza Day 2/2