venerdì 15 febbraio 2008

Rifiuti a Napoli ecco 2 soluzioni, una giusta e una sbagliata

Ancora Napoli e la sua provincia continuano ad essere presenti negativamente sull'Isola. Ovviamente tutto questo non fa che peggiorare la reputazione della Campania, ma vorrei ricordare che Napoli e la regione campana sono terre ricche di storia e di cultura e non è giusto che la cronaca degli ultimi anni infanghino il loro nome.

Ho deciso di postare due articoli, grazie alla collaborazione di Timmy di PatchWorker project
e Domenico di Briganti&Libertati, che ringrazio vivamente per essere stati molti disponibili a fornire nuovi spunti per questo articolo e per la crescita dell'Isola.

Il primo è la soluzione del governo e degli organi competenti, di fronte all'emergenza rifiuti.



Ed ecco invece il secondo, come Beppe Grillo ha posto le basi per uno sviluppo sostenibile della regione campana...

Le alternative agli inceneritori dal sito www.beppegrillo.it

Inceneritori, perché no

1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine

2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti

3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kgdi ceneri solide e altre sostanze.
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate dadepurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici

6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il
finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti

7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo

8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)

2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale

3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato

4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delletipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione

5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia chese ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica

6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari
Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

mercoledì 13 febbraio 2008

Aborto a Napoli, blitz della Polizia per "infaticidio"??


Un'irruzione "immotivata", quella degli agenti del Commissariato Arenella, entrati ieri senza mandato al Policlinico II di Napoli dopo aver avuto notizia di un feticidio e trovatisi davanti invece un regolare aborto terapeutico, in pieno rispetto della legge 194. Ed una "grave intimidazione", denunciata in un comunicato dall'Udi, Unione delle donne in Italia, che ha stigmatizzato l'episodio che continua a far discutere.

Sull'aborto compiuto ieri nel reparto di ostetricia della struttura universitaria napoletana - che ha causato l'intervento delle forze dell'ordine ed il sequestro della cartella clinica della donna coinvolta - il direttore generale del Policlinico Giovanni Canfora ha avviato un'indagine interna. E anche il ministro della Salute, Livia Turco, ha commentato l'episodio: "Sono profondamente turbata, è il sintomo di un clima di tensione inaccettabile, attorno a una delle scelte più drammatiche per una donna come quella di rinunciare ad una maternità. Siamo arrivati al punto di fare e usare denunce anonime. Una caccia alle streghe".

Nella relazione del primario, Carmine Nappi, si legge che "il feto presentava un'alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica', che ha autorizzato l'intervento". Una misura terapeutica, quindi, nel pieno rispetto della legge 194, effettuata alla ventunesima settimana di gravidanza.

La donna che ha praticato l'aborto, espellendo per altro un feto morto, ha 39 anni ed è stata dimessa questa mattina. Oltre la cartella clinica della paziente, anche il feto - del peso di 460 grammi - è stato sequestrato dalla polizia, su disposizione del pm.

"Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta", racconta oggi la donna, S. S., ascoltata ieri dalla polizia subito dopo l'interruzione volontaria di gravidanza. E ripete oggi quanto spiegato agli agenti, intervenuti nel reparto in seguito a una denuncia che informava la polizia di un aborto oltre i limiti di tempo previsti dalla legge.

"Mi è stato chiesto se per abortire avevo pagato - aggiunge la donna - ed ho spiegato che non era stato così. I risultati dell'amniocentesi, ritirata lo scorso 31 gennaio, avevano accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un'anomalia cromosomica".

Per Rina Gagliardi, senatrice del Prc, si tratta di un "fatto gravissimo". "Si prova uno sgomento immenso nel leggere notizie come quella pubblicata oggi dai quotidiani on line", aggiunge Gagliardi". "Vogliamo conoscere i responsabili di questo gesto violento e irrispettoso e chiediamo che paghi per questa inqualificabile, disgustosa condotta" conclude la senatrice.

testo tratto da Repubblica.it

Sono notizie che fanno accapponare la pelle... Sembra di vivere nel 1500!!

martedì 5 febbraio 2008

L'Emergenza Ambientale?? Al Tg1 viene dopo Erba e i Presepi

Due servizi giornalistici su duecentoquarantacinque, 168 secondi su un totale di sei ore e mezza di notizie.
Nei tredici giorni della conferenza di Bali il Tg1 delle venti ha di fatto ignorato l'evento organizzato dall'Onu, dedicandogli soltanto lo 0,69% della programmazione. Numeri sconcertanti, soprattutto se si paragonano allo spazio garantito dalla testata di Gianni Riotta ad altri eventi di dubbia rilevanza sociale come ad esempio i consigli su alberi, presepi e regali natalizi (817 secondi) la Prima alla Scala di Milano (236 secondi) o l'elezione della bambina più buona d'Italia, alla quale è stata riservata, oltre al servizio, un'esaustiva intervista in studio (in tutto 185 secondi).

Nel mese di febbraio verranno pubblicati i risultati del monitoraggio dei telegiornali delle tre reti Rai effettuato dall'associazione “Megachip-democrazia nella comunicazione” (www.megachip.info) nei giorni della conferenza in Indonesia (dal 3 al 15 dicembre), che ha riunito rappresentanti di 180 nazioni per aggiornare il trattato di Kyoto e trovare nuove soluzioni per l'emergenza climatica in atto. Nonostante la rilevanza dell'evento, il Tg1 – di cui anticipiamo i dati - ha scelto di trattare l'argomento soltanto in tre edizioni.

Se il Tg1 ha concesso uno spazio così irrilevante a una questione tanto importante, di che cosa ha parlato per tutto il resto del tempo? Più del 20% del totale (un'ora e mezza circa su oltre sei ore) viene dedicata al teatrino della politica, affidando la cronaca alle sole dichiarazioni degli onorevoli e riducendo il giornalista a semplice portavoce di un falso dibattito. Completamente assenti la critica, l'approfondimento, la ricostruzione degli eventi, il commento indipendente.

Più o meno lo stesso tempo dedicato alla politica viene riservato alla cronaca, all'interno della quale rientrano notizie relative al maltempo, alla criminalità, agli incidenti stradali, ma soprattutto a episodi di cronaca nera, che da sola occupa quasi il 10% dei notiziari. Interessante notare come la spettacolarizzazione della vicenda di Azouz Marzouk, a un anno di distanza dalla strage che ha distrutto la sua famiglia, abbia conquistato 371 secondi contro i 168 dedicati a Bali.

Da registrare inoltre il continuo ricorso alla cronaca rosa, al gossip e alle curiosità che vengono da tutto il mondo, dal quindicesimo compleanno degli sms al cocktail a base di oro e diamanti più caro al mondo, fino all'immancabile scambio di cuccioli tra una scrofa e una tigre, grazie al quale la suina allatta i piccoli del felino e viceversa.

Un'ultima considerazione la merita la strage avvenuta alla Thyssenkrupp di Terni nei tredici giorni osservati e che insieme allo sciopero degli autotrasportatori falsa l'entità dell'attenzione dedicata al tema del lavoro. Un evento che conferma quanto i media si rivolgano a tragedie come le morti bianche, quattro al giorno di media nel 2006, solo quando si verificano gravi incidenti come quello dell'acciaieria di Terni, che vengono raccontati con il registro della cronaca nera, invece di approfondirne le cause sociali del problema.

In conclusione l'analisi del Tg1 ci consegna un notiziario che per rincorrere le logiche commerciali dell'Auditel finisce per snaturare il proprio ruolo di servizio pubblico e trasformarsi in un prodotto ibrido che mescola informazione e intrattenimento.
A farne le spese sono principalmente le notizie di rilevanza collettiva, come l'emergenza ambientale, alle quali peraltro il contratto di servizio Rai impone di dedicare un'adeguata copertura: ma se i media televisivi non informano i cittadini delle cause del
global warming e dell'urgenza di un drastico e doloroso intervento, come potremmo mai mettere mano alle soluzioni necessarie per invertire la pericolosa rotta seguita dall'uomo e intraprendere la strada del cambiamento?

testo tratto da Megachip

Signori ormai starò diventando un "fissato" della libera ed alternativa informazione, ma le cifre parlano chiaro...Ditemi la vostra nell'area commenti

domenica 3 febbraio 2008

Battaglione Rommel

di Gianluca Di Feo

Le immagini di un mezzo corazzato dell'esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell'Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell’Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep

In Afghanistan sognando El Alamein. Perché sembra proprio che i commandos delle forze speciali italiane vadano in missione con la palma dell'Afrika Korps dipinta sulle jeep.

Nelle due foto la jeep italiana colpita dalla mina. Nel cerchio rosso è visibile il simbolo dell'Afrika Korps senza la svastica. La freccia mostra l'ingrandimento.

Sì, il simbolo inconfondibile dei reparti di Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo. E poi si ritirarono mollando proprio i parà italiani a coprirgli le spalle. Ora alcune foto di un attentato talebano contro le forze Nato hanno fatto nascere il giallo. Le immagini riguardano una jeep corazzata italiana e un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto afghano verso il confine iraniano. Sono foto sfuggite alla censura del nostro Stato maggiore, finendo sui siti web di Madrid e da lì nel forum di "Pagine di Difesa", la più attenta rivista telematica del settore. La buona notizia è che il veicolo blindato dell'Esercito, una delle nuove jeep speciali Iveco Vtlm, ha funzionato, salvando la vita dell'equipaggio. Il mezzo, progettato proprio per sopravvivere agli agguanti con ordigni nascosti nel terreno, sta venendo adottato da molte nazioni.

Nel cerchio rosso il simbolo originale dell'Afrika Korps hitleriano.

La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell'Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un'iniziativa di pessimo gusto: estranea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all'estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell'attentato: nella zona operano squadre di parà del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell'autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.

testo tratto da Il Blog Censurato

venerdì 1 febbraio 2008

Un primo accordo in Kenya


Dopo settimane di scontri in Kenya si è raggiunto un primo accordo. Non risolverebbe tutti gli aspetti della crisi, ma potrebbe far cessare le violenze.

Ad annunciare «il raggiungimento di un accordo per risolvere la questione nell'immediato, ma anche nel lungo periodo» è stato Kofi Annan, cui l´Unione africana aveva affidato la mediazione. Dopo una serie di incontri con i rappresentanti del presidente Kibaki e del leader dell'opposzione Odinga, Annan avrebbe trovato una soluzione. Il primo punto dell'accordo, ha spiegato l'ex segretario generale dell'Onu, è «un'azione immediata per mettere fine alle violenze e restaturare i diritti e le libertà fondamentali» nel Paese.


Governo e opposizione keniana hanno trovato l'intesa sulla necessità di «misure immediate» anche per risolvere la crisi umanitaria. «Abbiamo concordato un agenda su questioni a breve e lungo termine», ha detto Annan ai giornalisti. Ma l'agenda concordata e illustrata da Annan, va oltre.

Il secondo punto è «affrontare la crisi umanitaria»; il terzo è definire il come superare l'attuale crisi politica.Annan ha sottolineato che questi tre punti devono trovare risposta entro 7-15 giorni a partire da lunedì scorso, giorno dell'avvio del dialogo. Il quarto punto del documento elaborato con il contributo di Annan e sottoscritto dai rappresentanti delle due parti indica soluzioni sul lungo periodo.

testo tratto da Unità.it

Questo accordo durerà secondo voi? Verrà rispettato da entrambe le parti politiche per risolvere la crisi? Oppure le vittime continueranno a salire??
Sono quasi arrivate al migliaio in un solo mese di scontri...

Ditemi la vostra nell' "Area Commenti"

Anche il listino è trasparente!

Con l’arrivo del nuovo anno alcuni prodotti alimentari hanno subito importanti aumenti, anche nel settore del commercio equo e solidale.
Ctm altromercato, tuttavia, ha uno strumento in più che garantisce che tali aumenti non sono un mezzo di guadagno per il Consorzio, ma hanno piuttosto come obiettivo il mantenimento del prezzo equo pagato ai produttori e la copertura delle spese della centrale di importazione e della rete di Botteghe del Mondo.

Questo strumento è il prezzo trasparente, che scompone i vari costi, evidenziando il prezzo equo percepito dal produttore, i costi intermedi (di trasporto, dazi, tasse, ecc...) e i contributi per la copertura dei costi di Ctm altromercato e delle Botteghe. Questi ultimi sono variabili, con diversa incidenza a seconda della famiglia merceologica: costi più consistenti, rilevabili in alcuni prodotti, dipendono principalmente dai ridotti volumi importati e dalle spese di gestione e magazzino.

Trasparenza nelle variazioni di listino

A partire dal 1° febbraio 2008 entra in vigore il nuovo listino dei prodotti alimentari a marchio Altromercato. Un consumatore attento potrà notare che, a differenza degli anni passati, in cui si era quasi sempre riusciti a mantenere una sostanziale stabilità, in questa occasione il listino ha subito alcune importanti modifiche e Ctm altromercato intende esporre i motivi di queste variazioni.

I rialzi sono dovuti in massima parte a fenomeni intercorsi negli ultimi mesi. Nel 2007, infatti, l’andamento generale del mercato si è caratterizzato per un forte aumento complessivo dei prezzi, dovuto anche alle speculazioni di borsa, e per nuovi fenomeni di accaparramento di quanto necessario alla produzione di bio-carburanti. Il gran numero delle nostre materie prime coinvolte e la portata delle variazioni, uniti alla recente diminuzione dei margini della centrale, ne hanno purtroppo reso impossibile l’assorbimento da parte del Consorzio stesso, come era invece quasi sempre avvenuto in passato.

Nello specifico, i fenomeni che hanno generato questa situazione possono essere suddivisi in due grandi categorie:

  1. le dinamiche di acquisto a livello globale relative alle principali commodities (ovvero i prodotti "coloniali", come caffé, grano, cereali, cacao, ...);
  2. gli eventi relativi alle specifiche realtà locali di alcuni dei gruppi produttori con cui Ctm altromercato collabora.

mercoledì 30 gennaio 2008

Greenpeace e Lello Arena. Blitz da Bassolino.


Questa mattina Greenpeace è entrata in azione di fronte al palazzo della Regione Campania: ha consegnato a Bassolino più di tre quintali di rifiuti differenziati, prodotti dalle famiglie coinvolte nel progetto "Differenziamoci". Tra gli attivisti il comico Lello Arena che, improvvisando un'arringa, ha ribadito che la colpa dell'emergenza rifiuti non è certo dei napoletani.

All'inizio dell'azione Lello Arena interagisce con un Bassolino "finto" impersonato da un attivista con una grossa maschera realizzata dall'artista Gianluca Venezia. Alla fine del blitz - ore 13.30 – si presenta il Bassolino "vero": una delegazione di Greenpeace viene ricevuta dal Presidente, che si complimenta con l'associazione per l'iniziativa di carattere costruttivo, proponendo a breve un incontro tra Greenpeace, Achab Group, Asia, Comune di Napoli e Regione Campania, per discutere come replicare il progetto "Differenziamoci" in modo più stabile anche in altri quartieri napoletani.

Oltre ai rifiuti differenziati che poi sono stati portati via per lo smaltimento, Greenpeace ha presentato in Regione anche una serie di beni di consumo che potrebbero essere prodotti grazie al riciclo. Per questo, sui due striscioni srotolati era scritto: 'A munnezza nun è schifezza e Riciclo = Salute, Ambiente, Lavoro.

Per una settimana Greenpeace ha fornito a un gruppo di cittadini quanto occorre per la raccolta differenziata domiciliare. Tutto è stato organizzato in pochi giorni –avvalendosi di consulenti locali (Achab Group) già operativi in Regione - per dimostrare che questa soluzione, oltre a essere concreta e sana, è conveniente, economica e veloce. Greenpeace ha consegnato a Bassolino una lettera con una serie di proposte e il video del progetto "Differenziamoci" organizzato e condotto in meno di 20 giorni.

I dati diffusi oggi, sull'esperimento di Greenpeace, sono importanti. In meno di una settimana è stato superato il 70 per cento di raccolta differenziata. Grazie a 50 famiglie in totale sono stati raccolti 522,6 Kg di rifiuti, di cui:
- 140,4 Kg di indifferenziato (27%)
- 112,3 Kg di carta e cartone (21%), utili a produrre un quintale di libri in carta riciclata
- 61,7 Kg di plastica e lattine (12%), dalla plastica si ricavano 21 maglie in pile o 8 piumini in pile o 12 vaschette, dalle lattine 2 bici o 8 caffettiere o 2 monopattini.
- 158 Kg di umido (30%), da cui deriverebbe 1 quintale di compost
- 50,2 Kg di vetro (10%), da cui ricavare 200 bottiglie di vetro

Dove è stata avviata, la raccolta differenziata domiciliare ha dato risultati importanti nel giro di pochi mesi, mentre il commissariamento dura da quindici anni. Negli oltre cento Comuni campani virtuosi, il peso dei rifiuti si è ridotto dei 2/3. Separare l'umido ha diminuito molto l'impatto ambientale oltre alla puzza e alle emissioni di biogas.

In questo progetto Greenpeace non ha voluto sostituirsi a chi è chiamato a gestire i rifiuti, ma ha aiutato un gruppo di cittadini a differenziare la raccolta. Oltre la riduzione e separazione domiciliare dei rifiuti, è necessario avviare quanto prima la costruzione di impianti di compostaggio in tutta la Campania. Nell'immediato bisogna realizzare "allestimenti di emergenza" per il compostaggio: con un'area di 5000 mq è possibile organizzare in poche settimane linee di compostaggio per 5000 tonnellate l'anno, e servire fino a 50.000 abitanti.

testo tratto da Greenpeace

domenica 27 gennaio 2008

Dopo Prodi


Archiviato Prodi ed il suo sexy (così l'ex premier defini' il suo esecutivo parlando con Riotta) governo in perenne bilico, possiamo finalmente gustarci un pausa caffe'. Via su, riprendiamo.. Avanti il prossimo Presidente del Consiglio e relativa maggioranza parlamentare, e chiunque essi siano:

  1. durino 5 anni senza rimpasti, verifiche e crisi (ps: comunque, esprimo la mia condivisione della seria scelta prodiana di "parlamentarizzare" la fine dell'Unione)

  2. abbattano il debito pubblico agendo il piu' possibile sulla spesa

  3. proseguano la lotta dura senza quartiere all'evasione fiscale

  4. sul mercato del lavoro varino il contratto unico a tutela progressiva, un serio sistema di ammortizzatori sociali ed una buona revisione dei pensionamenti (alzando le quote attuali)

  5. introducano il "contrasto d'interessi", ovvero la totale deducibilita' dell'IVA per tutti

  6. creino il registro nazionale del DNA e delle impronte biometriche per contrastare il crimine

  7. facciano costruire termovalorizzatori ad Acerra, impianti di stoccaggio di scorie nucleari a Scanzano Jonico e rigassificatori dove pianificato

  8. aboliscano tutti i concordati con le confessioni religiose e cancellino l'otto per mille

  9. rendano legale il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso

  10. depenalizzino le droghe leggere

  11. informatizzino la PA rendendo pubblicamente accessibile sul web ogni documento ed ogni dato meritevole dell'attenzione della pubblica opinione

  12. varino una legge elettorale ed una revisione istituzionale come da me sinteticamente augurate alcuni post fa

Ovviamente ci sono anche tante altre cose da fare.. ma queste sono le prime 12 che adesso mi vengono a mente, e di cui mi accontenterei :) Anzi: mi accontenterei di un governo che concretizzasse anche solo il 40% di queste proposte.

Articolo tratto da Lascio o Raddoppio? per gentile concessione dell'amico Vittorio

mercoledì 23 gennaio 2008

Aborto a 22 settimane in Lombardia...


L'aborto terapeutico in Lombardia da ora in poi non sarà più praticato oltre le 22 settimane e tre giorni dal concepimento del feto, invece delle 24 settimane generalmente accettate dai medici. Lo stesso giorno in cui il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ribadisce che «per la Chiesa l´aborto è un crimine», il governatore Roberto Formigoni di fatto ha anticipato la riforma della legge 194, come auspicato anche dal leader del movimento per la Vita Carlo Casini.

La legge 194 prevede che dopo i primi 90 giorni, periodo in cui è consentita l'interruzione volontaria di gravidanza, si possa praticare un'interruzione di gravidanza (cioè un aborto terapeutico) solo "quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna" oppure "quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna". (Il testo della legge)

L´atto di indirizzo approvato dalla giunta regionale riduce di due settimane il termine ultimo entro il quale sarà possibile effettuare delle interruzioni di gravidanza, «ad eccezione dei casi in cui non sussiste la possibilità di vita autonoma del feto». Estendendo a tutte le strutture lombarde il limite adottato già dal 2004 dalla clinica Mangiagalli di Milano e, dall´agosto scorso, da un altro importante istituto milanese, l´ospedale San Paolo. In aggiunta, la Lombardia destinerà altri otto milioni di euro ai 284 consultori sparsi nella regione, 225 pubblici 59 privati.

La decisione arriva proprio da quella giunta che ad Ottobre, sempre in materia sanitaria, aveva approvato un articolo del piano del welfare che prevedeva l'assistenza sanitaria solo per chi pratica una "sana e responsabile sessualità".

Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con la scelta della giunta regionale? O pensate che sia illegittimo limitare ulteriormente l'applicazione dellla 194 riducendo il tempo per l'aborto terapeutico? Dite la vostra

testo tratto da Repubblica.it

Comincio io dicendo la mia, ritengo che questo provvedimento sia assurdo. Ci sono voluti anni per avere questa legge e dalla sera alla mattina un gruppo di assessori decide di togliere 2 settimane al termine utlimo per abortire terapeuticamente.

Perchè non 1 settimana e mezza o 3 settimana...

Non ha alcun senso questa cosa, ne alcun valore medico !!!
Grazie alla Chiesa e a quel coglione di Ferrara, che oggi ritratta tutto...
VORREI SAPERE PERCHE' SOLO IN LOMBARDIA???