martedì 11 settembre 2007

Domenica 7 ottobre Marcia Perugia-Assisi della Pace

Ancora oggi, centinaia di milioni di persone sono costrette a sopravvivere e spesso a morire senza conoscere il sapore della libertà, della giustizia, della democrazia e della pace.

Contro la miseria e la guerra, contro la violenza e il terrorismo, contro l'odio, l'egoismo, il cinismo.

Domenica 7 ottobre 2007 l'appuntamento è con la all'interno della più ampia iniziativa della Settimana della Pace che si svolgerà dall'1 al 7 ottobre 2007 per promuovere "tutti i diritti umani per tutti" e contribuire alla costruzione di una nuova politica basata sulla non violenza e la eguale garanzia dei diritti umani.

La Settimana della Pace, oltre alla Marcia Perugia-Assisi, comprende numerose iniziative ed attività allo scopo di rilanciare una grande mobilitazione per la pace e la giustizia che coinvolga il mondo politico, dell'informazione, della scuola e della cultura.

Il programma della Marcia prevede incontri a:

Perugia, Giardini del Frontone, ore 9.00

Assisi, Rocca Maggiore, ore 15.00

E' possibile aderire al Comitato organizzatore della Settimana della Pace e della Marcia Perugia-Assisi per ampliare il coinvolgimento e la partecipazione della cittadinanza attiva.

Ad oggi sono già molti i soggetti aderenti.

Per adesioni e informazioni:
Tavola della Pace
via della Viola 1 06100 Perugia
Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337
segreteria@perlapace.it

www.tavoladellapace.it

Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
via della Viola 1 (06122) Perugia tel. 075/5722479 - fax 075/5721234
email info@entilocalipace.it - www.entilocalipace.it

lunedì 10 settembre 2007

Tollerenza zero contro la stupidità!!

E' vero, l'ordine e la sicurezza non possono essere né di destra né di sinistra. Ogni cittadino desidera vivere, come auspicava Zavattini, in una città dove «buongiorno, significhi veramente buongiorno» senza temere di essere scippato, aggredito, violentato.

L'unica distinzione reale che va fatta tra coloro che sono preposti al governo della cosa pubblica è tra gli intelligenti e gli stupidi. Non c'è difficoltà dove collocare Borghezio, Gentilini, Gasparri, ecc...

Il guaio è che, ad essere onesti, la lista da qualche tempo si è allungata ed è trasversale. In questa demenziale rincorsa al consenso (sperando che si tramuti in voti) dei cosiddetti benpensanti, ne stiamo leggendo di tutti i colori.

I bulli quindicenni ad esempio, non si correggono costringendoli a scrivere cento volte, «sono un cretino, sono un cretino». Tutt'al più si possono convertire se a dire loro «sei un cretino» sono i compagni di classe a condizione che questi sin dalla scuola del pre-obbligo abbiano avuto un'educazione intelligente.

In un Paese dove (come ci ricorda Tullio De Mauro) il 60% degli abitanti è analfabeta di ritorno cioè sa leggere e scrivere (una cartolina di auguri), ma non sa compitare una lettera nella quale trascrivere il proprio pensiero, c'è di che per stare allegri.

Viviamo in una realtà dove i nuovi modelli, per i giovani, sono il fotografo Corona, il quale ha recentemente firmato un'autobiografia (scritta da due giornalisti), pubblicata non a caso dal berluschino Cairo, nella quale ci rivela che il carcere (che avrebbe ingiustamente subito) gli è stato utile, perché finalmente è riuscito a leggere il primo libro della sua vita.

Viviamo nella patria delle sorelle Cappa, aspiranti veline, quelle del fotomontaggio con la cugina assassinata. Della squillo al servizio del democristiano doc (che ha regalato alla moglie per riappacificarsi, un maxi-brillante) che spera di trarre profitto dalla sua disavventura nell'albergo romano, magari con un invito all'Isola dei famosi.

Viviamo nell'Italia dei Lele Mora, dei Briatore (anche se ha la residenza all'estero ai fini fiscali) dei Moggi, in pellegrinaggio a Lourdes in compagnia del Cardinale Ruini. Quale messaggio viene quotidianamente trasmesso alle nuove generazioni?

Nel 1976 l'Amministrazione comunale di Torino inventariò i danni provocati alla città dal vandalismo adolescenziale (circa un miliardo all'anno di vecchie lire). Per combatterlo fu istituito il «tempo pieno» nelle scuole dell'obbligo, «l'estate ragazzi», l'uso di tutte le strutture pubbliche ai fini didattici, ad esempio visite e lezioni presso la caserma dei vigili del fuoco contro gli incendi, agli studi Rai per un «consumo» diverso della televisione nella scelta dei programmi, all'acquedotto municipale per non sprecare il bene acqua...

L'obiettivo era quello di occupare, nel modo più intelligente, senza pedanteria, senza annoiare, anzi divertendo il tempo «vuoto» dei ragazzi. Quattro anni dopo, il costo dei danni per «vandalismo domestico» era stato più che dimezzato.

Buon ultimo è arrivato in questi giorni il ministro dell'interno proponendo il modello Giuliani: «Tolleranza zero». Si presume che il ministro, almeno attraverso gli uffici studi di cui dispone, sia informato. Evidentemente no.

L'editore Laterza ha pubblicato lo scorso anno, un illuminante libro, di una studiosa italiana, Lucia Re, dell'università di Firenze (la città dell'assessore Cioni!), nonché redattrice del Centro di filosofia del diritto internazionale.

Scrive la Re: (cito testualmente)

1) Il tasso di detenzione degli Stati Uniti è il più alto del mondo, con 726 cittadini incarcerati ogni centomila (fra le persone residenti negli Usa, 1 ogni 138 è in carcere)

2) Il segreto del successo di New York, se di successo si deve parlare, è dovuto alle modalità operative e organizzative adottate dal New York Police Department.

3) I metodi di polizia adottati a New York hanno determinato un forte aumento delle violazioni dei diritti delle persone fermate e arrestate. Molti casi di abuso della polizia hanno condotto alla morte delle vittime.

4) Le uccisioni con armi da fuoco da parte della polizia sono aumentate del 34,8% mentre le morti di civili detenuti in custodia dalla polizia sono cresciute del 53,3%. E' questo che vuole in Italia il ministro dell'interno (un tempo socialista , si fa per dire)? Si documenti per favore e mediti prima di lanciare certe campagne

di Diego Novelli, Megachip - da il Manifesto

sabato 8 settembre 2007

V-day a Milano!! Mitico!!


Eccolo signori è arrivato ed è stato mitico!!
Il V-day è stato come un acquazzone, ha lavato via un sacco di schifezze, ha dato nuove speranze alle persone.
E' stata più che una raccolta di firme, una vera giornata popolare, dove le persone hanno fatto la differenza.
Non era importante età, il grado di istruzione o quanto fosse alto il conto in banca, ma è bastata una scintilla accesa da Beppe, perchè ci siamo ritrovati in migliaia sotto un ideale comune a trascorrere in allegria qualche ora del nostro sabato.


Molti non ci credevano, ed invece è stato un trionfo; a fine serata verso le 17.30 erano già terminati tutti moduli per firmare la legge.
A testimonianza del fiume di gente che ha invaso la piazza, mai tante persone di sono sentite unite da un ideale politico davanti al Castello Sforzesco dai tempi di '68!!

Quello che vedete qui sotto è il mio V-Day, trascorso molto serenamente in P.zza Cairoli a Milano ieri pomeriggio, ci siamo io (nella foto) e 3/7 della Redazione: Righello, Mercurio e Chiara (nel video).
C'erano persone di tutti i tipi: chi indossava magliette da calcio con scritto alle spalle V-day 8, chi aveva striscioni, chi indossava maschere di Guy Fawkes dal film V per Vendetta (sarà contento L'altra faccia della Medaglia).

Abbiamo ballato, riso e fatto una coda interminabile al banchetto per firmare il disegno di legge.
Righello e Mercurio hanno persino rincontrato il loro vecchio prof. di arte del Liceo, insomma c'era veramente "tutta" Milano e provincia, dico "tutta" perchè il resto ormai non contà più per me, ha preferito restare a casa o fare shopping e lasciare che questo mondo sia governato da mentecatti...

L'unico rammarico è stato quello di non poter essere a Bologna ad ascoltare Beppe, ma sono comunque riuscito a vederlo su Ecotv (oggi lo si riesce a rivedere sul canale 500 di Sky, dopo aver schiacciato il pulsante verde premete 5).




Per tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di venire al V-Day, ma avrebbero voluto esserci, come Vincet dell'Isola, avranno l'oppurtunità di firmale il decreto legge per spedire a casa i 25 parlamentari giudicati colpevoli di reato in via definitiva, il 15 settembre al Pala Sharp, alla Festà dell'Unità!!

Beppe sarà presente a Milano alla Festà dell'Unità il 15 settembre, mi raccomando un altro evento da non perdere assolutamente, ancora di più se vi siete persi il Vaffanculo-Day!!!

Per finire 8 settembre 2007, V- day!! Il primo giorno di una nuova Italia!!

giovedì 6 settembre 2007

Difendiamo i Murales di Milano, vere opere d'arte!!


Vorrei parlare di un problema sociale, che mi sta particolarmente a cuore, i graffiti. In quanto in questi giorni è partita una nuova iniziativa che dopo I Lav Milan, ha deciso di "pulire" i navigli e di cancellare bellissimi capolavori, ma la cosa che mi fa ribrezzo è la pena prevista per i writers, 1 anno di reclusione.

Quindi se stupri, uccuidi, bruci foreste, maltratti animali, sfrutti la prostituzione è ok!! Perchè non lasci un segno, ma ovviamente fai tutto nell'ombra e gli onesti cittadini che pagano il canone Rai e comprano Famiglia Cristiana e danno l'8 per 1000 alla Chiesa Cattolica; sono tranquilli perchè tutto è fatto senza disturbare i loro occhi innocenti e puri.
Ma se scrivi " Basta Bombe " con un po 'di spray sul muro sei un delinquente, drogato, una persona che che deve andare a lavorare (come se la maggiorparte dei writers non lavorasse)
e per questo devi essere processato come un ladro o un mafioso.

CAZZO MA IL MONDO VA ALLA ROVESCIA!!!!

Facciamo un po ' di luce su cos'è allora un Murales e una Tag, in quanto sembra che se si ha più di 35 anni non si riesca a comprendere tale differenza.

I tag sono degli scarabocchi idioti che vengono fatti per far conoscere il proprio nome e basta.

I murales, sono opere d'arte
, sono graffiti di notevi dimensioni che l'artista fa per migliorare un muro grigio e dare libero sfogo alla propria creatività. Sono l'ultima vera espressione di arte libera ed indipendente ( dal punto di vista grafico) che può esere ammirata oggi dalle persone senza dover sborsare un centesimo, ma che viene
criticata e messa in croce, come uno dei "mali" della società.

Viviamo in un mondo che ci sta alienando completamente dalla relatà delle cose, dalla vera importanza della vita: l'arte, la musica, l'amicizia il sentirsi bene con se stessi, insomma l' essere felici.
E questi ragazzi che armati di bombolette spray e tanta fantasia cercano di abellire muri grigi e interi quartieri orrendi, vengono strumentalizzati dai Mass Media e dal Governo, per distogliere le persone dai veri problemi dell'Italia e del Mondo.
I Murales, non rovinano l'estetica della città e dei palazzi. Sono un modo per avvicinarsi alle arti, alla bellezza del mondo. So che forse sto esagerando, ma non è forse vero che ai tempi di Leonardo, Michelangelo, Raffaello l'artista era visto come un lavoro umile, un lavoro di secondo ordine (come oggi l' impiegato), che solo nei secoli ha acquistato importanza. Spero che un giorno possa essere così, anche se all'estero qualcosa di muove...

Mentre oggi i "veri" pittori e scultori, basta che gettino 3 tolle di vernice contro una tela, compongono un 'opera. E la cosa più assurda è che il "capolavoro" è venduto a centinaia di migliaia euro, perchè quella si che è arte...
Sono ciofeche!!! Però, accetate dalla società ben pensante e illuminata.
E sempre il solito discorso, gli animi liberi fanno paura alla società omologatrice e grigia, che preferisce rifiutare, cancellare, non comprendere la bellezza della novità e dell' eterogeneità.

Con questo articolo però non voglio dire che iniziative come I Lav Milan o l'iniziativa di un signore che armato di pennello e vernice ripulisce i palazzi ingiustamente imbrattati da scarabocchi senza senso siano sbagliate, ma bisogna fare attenzione a quello che si cancella e a quello che si distrugge per sempre...
I Tag sono scarabocchi senza senso, i Murales sono opere d'arte!!

mercoledì 5 settembre 2007

TRENT'ANNI DI BOICOTTAGGIO. MA IL LATTE DELLA NESTLÉ CONTINUA AD UCCIDERE


Dopo trent’anni di boicottaggio nei confronti della Nestlé, accusata di promuovere il latte artificiale nei Paesi poveri o a basso reddito, la campagna contro il marketing aggressivo della multinazionale svizzera è ben decisa ad andare avanti.

Era il quattro luglio 1977 quando scattò il boicottaggio
dei principali prodotti della compagnia fondata da Henri Nestlé, (accreditato come inventore del latte artificiale nel 1867), in risposta a pratiche commerciali come la distribuzione gratuita di campioni di latte in polvere o la pubblicità diretta alle madri sui vantaggi del latte artificiale, propagandato come “sano quanto quello naturale”, anche nei Paesi poveri, malgrado la difficoltà di accesso all’acqua pulita per diluirlo e all’impossibilità per le donne di leggere le istruzioni in lingua straniera, con disastrose conseguenze sulla salute dei neonati.

Non è bastata l’approvazione di un Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del latte Materno, nel 1981, ad indurre la più grande multinazionale agroalimentare del pianeta a cambiare atteggiamento: malgrado l’impegno della compagnia, nel 1984, a rispettare il Codice, la pratica di inondare le strutture sanitarie dei Paesi poveri con campioni gratuiti e forniture a basso costo è stata portata avanti tanto dalla Nestlé quanto da altre compagnie.

Particolarmente drammatica, secondo un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Guardian il 15 maggio scorso, la situazione del Bangladesh, dove la Nestlé è accusata di violare sistematicamente il Codice distribuendo alle madri attraverso il sistema sanitario foglietti promozionali del suo prodotto (il Lactogen).

Se in Bangladesh, “i pazienti neonati – come dichiara Iqbal Kabir, medico ospedaliero – rappresentano fino al 70% dei ricoveri”, la principale causa è proprio il lat
te artificiale, “perché i bambini - spiega - prendono la diarrea, in quanto la polvere è diluita con acqua sporca e i biberon non sono sterili”.
Tant’è che “quasi nessuno” dei neonati allattati al seno è ricoverato per diarrea.
Stando al rapporto sull’industria del latte artificiale di Save the Children, in Bangladesh, dove il totale delle importazioni di latte artificiale ed altri alimenti per l’infanzia raggiunge i 24 milioni di euro l’anno, la mortalità infantile potrebbe essere ridotta di quasi un terzo, salvando le vite di 314 bambini al giorno, solamente migliorando i tassi di allattamento al seno.
Ma quando le madri hanno problemi e vanno da un medico, viene loro consigliato “velocemente, troppo velocemente” di provare col latte artificiale.


E non è poi possibile verificare se l’ assunzione del prodotto avvenga in modo corretto e in condizioni
igieniche ottimali.

La risposta ufficiale della Nestlé all’articolo del Guardian arriva il 22 maggio, attraverso una dichiarazione di Hilary Parsons, sulle pagine dello stesso giornale: il materiale informativo di Lactogen - spiega - viene distribuito agli operatori sanitari, e questo è permesso dal codice. I foglietti, è ve
ro, sono fatti per essere consegnati alle madri, ma solo dopo prescrizione medica, e “come misura di sicurezza per assicurare che il prodotto giusto sia acquistato per un bambino di quell’età e che la madre capisca la frequenza di somministrazione”. E, assicura la Parsons, “in bella evidenza in cima al foglietto c’è scritto ‘Non esiste un sostituto o un equivalente del latte materno’”.

Ma l’autodifesa della Nestlé è contestata punto per punto dalla Baby Milk Action, che accusa la multinazionale di burlarsi del codice.
È vero, afferma, che è consentito fornire informazioni scientifiche agli operatori, ma è esplicitamente proibito passarle alle madri, né è permesso che l’
informazione sull’alimentazione infantile si riferisca a specifiche marche. Quanto ai presunti messaggi di promozione per l’allattamento al seno, “se la Nestlé afferma che i foglietti sono per madri che hanno bisogno di una foto o di una figura per riconoscere e acquistare il prodotto giusto, come aspettarsi che possano leggere e capire i messaggi?”.

Nessun dubbio, dunque, conclude la Baby Milk Action, che “le strategie di marketing aggressivo della Nestlé siano contro il Codice e mettano a repentaglio l’allattamento al seno”.
Ecco allora che, nella ricorrenza del trentennale della campagna contro la multinazionale svizzera, le associazioni promotrici della difesa dell’ allattamento al seno e dei diritti dei bambini rilanciano il boicottaggio, invitando a non acquistare Nescafé e Nesquick (per i più volenterosi anche altri prodotti targati Nestlé) e, soprattutto, a farlo sapere alla multinazionale mediante la lettera che è possibile trovare sul sito della Rete Italiana Boicottaggio Nestlè

testo tratto da sileo-it.blogs.it

lunedì 3 settembre 2007

Big Pharma controlla la medicina veterinaria: cani e gatti trattati con prodotti chimici, per profitto


Big Pharma ha completato, con successo, il controllo della medicina veterinaria negli Stati Uniti e nelle altre principali nazioni del mondo. Sapendo che solidi profitti possono derivare dai corpi degli animali domestici, le aziende farmaceutiche hanno speso due decenni per esercitare una aggressiva campagna volta a revisionare il programma di studi della scuola veterinaria, influenzando i veterinari e facendo il lavaggio del cervello ai proprietari di animali domestici, convincendoli del fatto che per star bene, i loro cani, gatti e cavalli avevano bisogno di farmaci. E’ stato un lavoro facile: molti consumatori dimostrano già una ferma convinzione nella medicina farmaceutica, grazie anche al bombardamento pubblicitario indirizzato ai consumatori e finanziato dalle ricche aziende farmaceutiche ed è stato facile anche far loro credere che i loro animali hanno bisogno di prodotti chimici sintetici.

Così oggi, la maggior parte dei veterinari negli Stati Uniti utilizza farmaci chimici sugli animali domestici. Al primo segnale di qualche sintomo, prescrivono loro costose specialità farmaceutiche.
Artriti, diabeti, malattie di cuore, cancri e perfino la depressione sono ora trattate con pericolose prescrizioni mediche. All’inizio di quest’anno, la FDA (Food and Drug Administration) ha dato il benestare per la prescrizione ai cani del Prozac, una potente medicina che a
ltera la mente, e molti dei più comuni farmaci per umani sono ora abitudinariamente usati con gli animali (includendo la chemioterapia ai cani per il trattamento del cancro). E poi, avremo il Ritalin per i cuccioli? Dieci anni fa sarebbe sembrato assurdo diagnosticare ad un cane di soffrire di ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder (Sindrome da Iperattività e Disattenzione), ma oggi non è più folle visto il gran numero di diagnosi di bambini con questo disturbo totalmente falso, progettato per fare solo una cosa: vendere ai bambini un’anfetamina molto remunerativa.

La salute degli animali domestici è ora in rapido declino
Il risultato di tutto questo è che cani e gatti sono più malati che mai. Chiedete a qualunque veterinario che esercita da più di dieci anni: non hanno mai visto un tale incremento nella
percentuale dei disturbi di fegato, nei disordini del sistema nervoso, cancri e diabeti. Chissà perché? Perché gli animali domestici sono abitualmente avvelenati con il cibo e con i medicinali.
I popolari farmaci anti-pulci e anti-zecche, da soli, sono così tossici per il fegato di qualsiasi animale, come se fossero prescritti ad esseri umani, i loro effetti collaterali farebbero sembrare il fallimento del Vioxx un innocuo scherzo.

L’idea in realtà di somministrare al vostro cane così alte dosi di veleno, che finisce nei tessuti della pelle, dove uccide zecche e pulci, dovrebbe atterrire ogni proprietario di animali domestici, eppure la maggior parte dei proprietari comprano ciò che il loro veterinario gli dice di comprare e danno da mangiare ai loro animali un farmaco dopo l’altro, ovviamente inconsapevoli del fatto che stanno, in realtà, avvelenandoli (e poi si stupiscono del perché i loro animali, alcuni anni dopo, muoiano di cancro …., accidenti ma nessuno che faccia il collegamento?).
Grazie all’influenza di Big Pharma, la medicina veterinaria è diventata come il sistema della medicina convenzionale usato per curare gli umani. La meta non è più in realtà guarire qualcuno, ma piuttosto massimizzare i profitti curando e trattando disturbi senza guarirli o prevenirli. Molti veterinari questo lo hanno capito: se trattano gli animali con prodotti farmaceutici invece in realtà di guarirli dalle malattie (o prevenire malattie), loro beneficiano di un ripetitivo e lucrativo business! Alcuni dei compensi fatti pagare dai veterinari ora, specialmente nella cura nell’emergenza veterinaria, sono proprio eccessivi come i compensi pagati dai malati negli ospedali. Una volta ho speso 1,000 dollari per un singolo giorno di trattamento per tentare di salvare una cane malato e metà di questi soldi furono spesi per i flebo di soluzione salina per via endovenosa. 500 dollari per la soluzione salina? Datemi tregua.
Io ne uscii truffato e loro trassero vantaggio grazie ad una clinica per la cura degli animali che sfruttava le emergenze per massimizzare i profitti. (Ci sono truffatori e praticanti disonesti nell’industria della cura degli animali come nell’industria della cura degli uomini.)

Operatori olistici per la cura degli animali
Non è tutto negativo, tuttavia, fortunatamente ci sono più operatori olistici nella medicina veterinaria che in quella umana, ed è abbastanza facile trovare, se ti guardi attorno, in ogni maggiore città, un veterinario olistico. I veterinari olistici si intendono di alimentazione, erbe, omeopatia e altre pratiche naturali. Prescrivono soluzioni e curano gli animali in modi che, per la medicina umana, sono illegali (perché in realtà loro risolvono). Se tu ci tieni alla salute dei tuoi animali domestici, io ti consiglio vivamente di trovare e lavorare co
n un operatore olistico che evita di prescrivere farmaci. Ogni veterinario che pensa che Fido sia depresso e abbia bisogno di farmaci antidepressivi, francamente dovrebbe essere privato della licenza ed essere esiliato in qualche lontana isola del Sud Pacifico sovrappopolata da babbuini sessualmente aggressivi.

Sembra oscuro il futuro per la salute degli animali domestici
Se si guarda all’eccessiva tossicità del comune cibo per animali e lo si combina con il carico di farmaci, il futuro della salute degli animali domestici in America sembra piuttosto oscuro. Il cibo per animali venduto nei negozi – perfino le marche cosiddette “scientifiche” – sono per lo più porcherie. Solo aziende speciali offrono cibo genuino. (La mia favorite sono www.Azmira.com e www.TheHonestKitchen.com).
Il modo nel quale gli animali domestici vengono trattati oggi, da molti comuni veterinari, si riduce all’abuso chimico su cani e gatti da parte di un’industria che ha, meschinamente, scambiato l’etica con i profitti e non persegue più la sua missione originaria del miglioramento della qualità della vita dei nostri amici animali.

Sono offeso dalla pratica di trattare cani, gatti e altri animali con prodotti chimici sintetici per
curare malattie degenerative e penso che quelli che promuovono e seguono tali pratiche, sono impegnati in comportamenti estremamente immorali e crudeli, che dovrebbero essere criminalizzati. Proprio come nel sistema di cura della salute dell’uomo l’alimentazione è stata gettata dalla finestra ed è stata ora rimpiazzata da un sistema di invasione chimica che può solo portare ad un peggioramento, a lungo termine, della salute degli animali esposti a tali pericolosi trattamenti.

L’appropriato uso dei farmaci
Alcuni medicinali chimici comunque hanno una funzione limitata nella cura veterinaria. Gli analgesici hanno un’utile ma limitata funzione. Gli antibiotici, sebbene siano largamente usati, possono essere utili in certe situazioni limitate. Ma trattare i cani con antidepressivi, chemioterapia, farmaci per il diabete, statine, farmaci per l’osteoporosi e altri agenti chimici è evidentemente assurdo. Molti problemi di salute degli animali domestici possono essere facilmente prevenuti o curati con una buona alimentazione, e molti problemi più impegnativi possono essere risolti sicuramente ed economicamente con terapie e base di erbe e altre pratiche naturopatiche. Nella medicina veterinaria non ci sono motivi giustificabili scientificamente per la maggioranza dei farmaci, che sono ora promossi dai veterinari, dai tecnici veterinari e dai proprietari di animali domestici.

Perfino i rifugi per animali domestici stanno per essere influenzati da Big Pharma. Quando portai via il mio cane dal locale rifugio per animali mi fu dato un DVD sponsorizzato da un’azienda farmaceutica. Si offrivano di insegnarmi il comportamento degli animali domestici, mentre mi facevano il lavaggio del cervello nel convincermi di dare al mio cane pillole tossiche per la prevenzione da zecche e pulci.
Questo semplice esempio mostra come perfino i rifugi per animali sono legati a Big Pharma. C’è qualche organizzazione, che si occupa della salute degli animali domestici, che non sia oggi sotto il controllo (o fortemente influenzata) da Big Pharma?

Vedete non è abbastanza drogare tutte le persone malate del mondo. Big Pharma ha inventato malattie e drogato anche tutte le persone sane. E poi devono drogare tutti i bambini e i neonati per essere sicuri che questi piccoli esseri umani siano preparati per future insufficienze organiche, che è poi, per le aziende farmaceutiche, perfino più lucrativo. E proprio per incassare ancora più profitti, devono drogare tutti gli animali. Ora gatti, cani, cavalli, uccelli, ramarri e altri animali non sono più al riparo dall’azione di Big Pharma. I farmaci sono una seria minaccia chimica alla salute degli animali domestici.
Non ci sono ormai più creature viventi rimaste in questo pianeta che non siano state considerate una potenziale fonte di reddito da Big Pharma, e se essi potessero fare più soldi drogando tutti i pesci dell’oceano, potete scommettere, che tirerebbero fuori un immaginario disturbo dei pesci e troverebbero il modo di lanciare piccole pillole per pesci negli oceani del mondo. Il profitto è il fine. La salute è irrilevante.

Il vostro prezioso animaletto è visto, da un’industria che non ha compassione per gli esseri viventi (umani, canini, felini o altro), solo come un modo per generare profitti. Non c’è alcuno sforzo per proteggere la vita. C’è solo uno sforzo per proteggere (ed espandere) i profitti.

Che cosa si può fare di corretto
Se sei un proprietario di un animale domestico, ti consiglio ora di fare subito due cose:

1) Passa ad un cibo per animali sano e naturale. Leggi il rapporto “Gli ingredienti rilevati sul cibo per animali” per capire la verità sugli ingredienti usati e prepara, ogni volta che è possibile, pasti freschi con gli avanzi. Gli animali domestici non dovrebbero essere alimentati, per vivere, con cibi trattati.

2) Licenziate il vostro veterinario “spacciatore” e cambiatelo con un esperto naturopata olistico, anche se non ha le stesse credenziali. Le autorità statali, dovete sapere, stanno provando a togliere la licenza ai veterinari naturopati ed è ora in atto un grande sforzo per cacciarli fuori dall’industria. Talvolta dovrete cercarveli da soli e ignorare lo stato dei loro permessi (che sono, in ogni modo, posseduti totalmente da Big Pharma). Io ho trovato che le credenziali sono fondamentalmente inutili, e più credenziali alcuni veterinari hanno, e più profondamente hanno subito il lavaggio del cervello a favore dell’approccio farmaceutico alla medicina veterinaria.

Se volete un animale domestico sano, dovete tornare indietro alle basi: alimentazione, esercizio, prevenzione delle malattie e rimedi naturali. Non c’è assolutamente nessuna ragione che giustifichi il trattamento chimico degli animali domestici con specialità farmaceutiche ad alto profitto.
La comune medicina veterinaria, come praticata oggi, è una crudele, sfruttante industria, che alla fine crea un grave danno proprio agli animali che dovrebbe tentare di salvare.
Non fatevi truffare dalla “pillola miracolosa” in vendita lancio. Cani, gatti e cavalli non hanno bisogno di medicine. Quello di cui hanno bisogno è una buona alimentazione e medicine naturali.
Proprio come noi.


di Mike Adams del 17 luglio 2007
tradotto dal sito www.newstarget.com da Pamio Lodovico - vedi articolo originale www.newstarget.com/z021935.html
Pubblicato sul sito www.ilnuovomondo.it

testo tratto da www.disinformazione.it

venerdì 31 agosto 2007

Nessuno tocchi Kagame

L’Italia lo sta accogliendo con tutti gli onori e il presidente del consiglio gli consegna un premio contro la pena di morte. Isola di parole è sorpresa: che non si tocchi un caino, d’accordo, ma che lo si premi…

Paul Kagame presidente del Rwanda, che ha conquistato il potere con le armi nel 1994, è uno degli uomini politici più discussi d’Africa. Discusso perché non sono affatto state chiarite le circostanze che hanno scatenato il genocidio del 1994 (morirono almeno 500.000 tutsi e hutu moderati) e l’eventuale ruolo dello stesso Kagame. Discusso per come si è mosso in questi anni nell’area dei Grandi Laghi e, in particolare, nei confronti della Repubblica democratica del Congo, contro la quale ha condotto una guerra (1998-2003) per accaparrarsi risorse e fette di territorio. Discusso per come si rapporta con i vari tribunali che si occupano del genocidio. Discusso per come sta gestendo, all’interno del paese, l’amministrazione della giustizia in relazione ai sospettati e condannati per il genocidio. Discusso perché il suo regime non garantisce le libertà fondamentali.

Nonostante tutto ciò, “Nessuno tocchi Caino”, l’associazione presieduta da Marco Pannella ha pensato bene di premiare il presidente Kagame, perché ha abolito la pena di morte. Il premio gli verrà consegnato oggi pomeriggio dal presidente del consiglio Romano Prodi.

Nigrizia, che segue giorno dopo giorno le vicende di paesi africani, ritiene che si tratti di una premiazione paradossale, che fa il gioco di un regime autoritario e che non tiene conto di numerosi aspetti “problematici” che punteggiano la carriera politica e l’attuale vita pubblica del generale Kagame.

A questo riguardo, segnaliamo la reazione di padre Aurelio Boscaini, un missionario comboniano che ha lavorato a lungo in quell’area e che ieri ha inviato una protesta agli organizzatori del premio. Ne diamo alcuni stralci.

«Esprimo tutto il mio sdegno nell’apprendere che oggi verrà consegnato il premio “L’abolizionista dell’anno 2007” al presidente del Rwanda, Paul Kagame. È come se mi si volesse raccontare – a me che sono stato missionario in Rwanda – una blague (barzelletta)! Mi sono chiesto se conoscete veramente questo assassino, che dovrebbe avere sulla coscienza qualche milione di morti. O credete che questo generale sia il Caino convertito? Magari!!! Chi ha ammazzato i milioni di persone nella Repubblica democratica del Congo, dopo il genocidio del 1994? Chi ha scatenato la guerra contro Kabila padre? Chi ha abbattuto l’aereo su cui si trovava Habyarimana? O siete di quelli che credono al film Hotel Rwanda?!».

«Basta che un generale annunzi l’abolizione della pena di morte, e voi siete così… ingenui da credergli? Dov’è la democrazia in Rwanda? Avete chiesto a Bizimungu, primo presidente dopo il genocidio, cosa pensa di Kagame? E l’avete domandato alle decine di migliaia che marciscono nelle prigioni rwandesi? Volete dare il premio Nobel della pace a un Hitler?».

«Sono contro tutte le guerre (quante ne ho viste in Africa!) e contro la pena di morte in assoluto. Dovete chiedere l’abolizione, non la moratoria. Anche se so benissimo che si fa un passo alla volta! Mi sembra vogliate gridare: “Viva l’Africa dei generali!”. I tutsi sono riusciti in una impresa mediatica fantastica e voi vi accodate!».

«L’Italia che premia un génocidaire!? Se davvero i tutsi sono stati uccisi in così grande numero (come tutti raccontano), non ce ne sarebbero più in giro! Ma so che non si deve parlare né di tutsi né di hutu, come se i nostri fratelli africani avessero dimenticato a quale etnia o clan appartengono! Ma gli africani sono orgogliosi delle loro origini etniche, e quelli che non hanno nulla da perdere, le riconoscono gioiosamente!».

«Viva, comunque, l’Africa e chi vi muore per la libertà, senza mai aver sparato. Il giorno della libertà è vicino anche per il Rwanda, se gli Stati Uniti non sosterranno più Kagame né acquisteranno più il coltan che il generale-presidente va a rubare in Congo!».

giovedì 30 agosto 2007

"Intervista a Michael Moore il regista di Sicko"


"Cari amici italiani, come siete viziati, da noi si vive peggio"

tratto da "www.lastampa.it" del 20 agosto 2007 a firma di Maurizio Molinari

CORRISPONDENTE DA NEW YORK
«Amo l’America e per questo ne metto in luce i difetti». Michael Moore parla del suo ultimo film Sicko alla vigilia del debutto in Italia, distribuito da 01, spiegando la scelta di denunciare il sistema sanitario Usa «per mettere in risalto come l’Europa abbia modelli migliori». Ma ha qualcosa da dire anche sulla sanità italiana: «Le vostre falle dipendono dalla carenza di fondi pubblici, Sabina Guzzanti dovrebbe farne un film».

Come è nato «Sicko»?
«Ho iniziato chiedendo attraverso Internet alla gente di raccontarmi le loro esperienze. Ho ricevuto 25 mila email. Sono rimasto scioccato da molti racconti, la cosa che più mi ha colpito è che le cose peggiori son
o capitate a chi possiede l’assicurazione, alle famiglie della classe media che pensavano di essere al sicuro ma poi si sono accorte che l’assicurazione non pagava i conti di ospedali e dottori».

Perché sottolinea l’esodo degli americani verso il Canada per curarsi, quanto è grande questo fenomeno?
«Una donna mi ha segnalato il fenomeno, siamo andati a vedere lungo il confine e ci siamo accorti che riguarda una moltitudine di americani in cerca di cure. I canadesi non sono molto contenti del film, adesso temono un’invasione».

Il film accusa tanto i democratici quanto i repubblicani di non sapere o volere riformare la sanità. Ritiene dunque che l’America sia senza speranza?
«Riformare il sistema sanitario pubblico è possibile fino a quando l’America resterà una democrazia. Il popolo può chiedere le leggi adatte. Ma il 70 % della gente è contro la guerra in Iraq e siamo ancora lì. Ciò che il popolo vuole conta poco...».

Eppure il candidato democratico John Edwards afferma che se sarà presidente garantirà ad ogni cittadino la totale copertura sanitaria. Gli crede?
«Edwards vuole anche mantenere le compagnie di assicurazione e io sono contrario. Le assicurazioni private devono essere abolite».

Perchè?
«Non si può ragionare in termini di profitto quando c’è in gioco la salute. Le assicurazioni puntano a fare profitti sulla salute: è una contraddizione».

Come sostituirle?
«Con un sistema sanitario pubblico per tutti i cittadini, capace di garantire una copertura totale. Se
nza eccezioni».

Nel film indica come esempi i modelli francese e britannico ma in Europa è la Scandinavia ad essere considerata la migliore. Perché non lo ha detto?
«Gli scandinavi, sopratutto i norvegesi, sono i migliori del mondo. Ma l’Oms considera la Francia la prima e l’Italia la seconda. Ho scelto la Francia per sorprendere gli americani. Non avrebbero mai creduto a un film che racconta come in Norvegia a chi soffre alcune particolari malattie vengono offerte due settimane alle Canarie, spa inclusa. La Norvegia è una nazione incredibile: chi commette il crimine più orrendo subisce un massimo di 21 anni di prigione. Ma ha i più bassi tassi di mortalità infantile e criminalità del Pianeta. Le loro soluzioni sono le più sane».

Sicko è in arrivo in Italia, dove il sistema sanitario pubblico è spesso criticato. Suggerisce agli italiani di andare a farsi curare in Francia?
«I francesi si lamentano della loro sanità pubblica, come italiani e canadesi, ma siete tutti dei gran viziati. Guardando all’Europa con gli occhi americani si rimane a bocca aperta, da voi la società si occupa dei singoli, da noi no».

Qual è la differenza fra i sistemi europeo e americano?
«Voi ritenete che sia diritto di ogni malato vedere un dottore mentre da noi conta solo chi può pagare. Si pensa a se stessi, la salute altrui non interessa. Voi credete di essere tutti nella stessa barca mentre da noi prevale l’idea che ognuno fa per sè e gli altri poco importano. L’America deve liberarsi da questo individualismo».

Che opinione ha del sistema sanitario in Italia?
«Avete molte falle. Sta agli italiani decidere cosa fare per porvi rimedio. A mio avviso il problema non è nel sistema sanitario vero e proprio, la cui idea di base è molto buona, ma nel fatto che continuate a eleggere governi che distolgono denaro. E’ la grave carenza di fondi pubblici che causa l’assenza di dottori, laboratori, macchinari moderni».

La scelta di portare alcuni soccorritori dell’11 settembre a curarsi a Cuba le ha attirato dure critiche. Cosa risponde?
«Mi attaccano perché svelo qualcosa di molto imbarazzante: un bambino nato a Cuba ha più possibilità di arrivare al primo compleanno rispetto a un coetaneo americano».

I repubblicani l’hanno accusata di dimenticare che a Cuba i registi come lei finiscono nelle galere di Castro...
«In America vi sono oltre due milioni di persone in prigione, più di ogni altro Paese del mondo. In America c’è una odiosa discriminazione raziale. In America vi sono talmente tante e gravi violazioni dei diritti umani che per me, come americano, è molto difficile mettere all’indice violazioni che avvengono in altri Paesi, come Cuba. Come suggerisce Gesù, dobbiamo prima guardare a noi stessi».

Molti liberal la considerano un idolo delle battaglie per i diritti civili mentre altrettanti conservatori la disprezzano. La cosa le piace o le provoca fastidio?
«Vorrei essere amato da tutti».

Cosa vorrebbe dire a chi la disprezza?
«Andate a vedere i miei film. Chi mi odia non li ha mai visti, ha solo creduto alla propaganda di destra. Sono convinto che anche chi è in disaccordo con me una volta visti i miei film si renderà conto che amo l’America, e per questo denuncio ciò che non va».

Farà mai un film sull’Europa, ad esempio sul paragone fra la sanità italiana e norvegese?
«No, deve essere il vostro Michael Moore a farlo. E lo avete in Sabina Guzzanti».

testo tratto da Nuovo Mondo

martedì 28 agosto 2007

Ambulanze e auto blu

Senza Parole...

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L’Unione Sarda riporta che le scorte dei politici sono più importanti delle ambulanze. Hanno il diritto di precedenza. Il ferito deve capire, rassegnarsi alle priorità della politica. Se va in coma sarà per la Patria.
Non è importante che il fatto descritto sia vero, è preoccupante che sia verosimile. Può succedere, succede. Le auto blu con la sirena che riportano i nostri dipendenti a casa dalle vacanze in corsia di emergenza esistono davvero. Fermatele, voi lì in coda siete di più. Chiedete al parlamentare patente e libretto. Le ragioni per la violazione del codice della strada. Vi risponderà: “Lei non sa chi sono io”. Mantenete la calma. Rispondetegli: “Un nostro dipendente”. Se insiste, prendete il numero di targa e denunciatelo per abuso di potere. Leggetegli prima i suoi diritti: “Il popolo non dovrebbe avere paura di chi governa, ma è chi governa che dovrebbe avere paura del popolo.”
I nostri dipendenti non hanno più bisogno di istruire i loro servi, è ormai un fatto naturale. L’Italia dei servizi negati e dei servi privati. Sempre con i nostri soldi.
I politici dovrebbero prendere i mezzi pubblici, come avviene negli altri Paesi, se hanno fretta il taxi. Se non lo fanno è per paura dei cittadini. Per contenere la scorta dello psiconano o della Moratti non sarebbe sufficiente un vagone della metropolitana.


Testo tratto da BeppeGrillo.it

lunedì 27 agosto 2007

EQUALIVE Grande concerto per un altro mercato

Un evento musicale live promosso da Altromercato!


Sabato 8 e Domenica 9 Settembre vieni ad EQUALIVE ad ascoltare la musica del commercio equo e solidale! A Bologna - Arena Parco Nord (via Stalingrado) Altromercato promuove un evento musicale live per sostenere le organizzazioni fair trade che da anni lavorano per costruire maggiore equità negli scambi commerciali internazionali.

Suoneranno per il commercio equo:

8 settembre

  • DANIELE SILVESTRI
  • CASINO ROYALE
...and more!

9 settembre

  • ENSEMBLE - La Notte della Taranta
  • GIULIANO PALMA & THE BLUEBEATERS
  • BANDABARDÒ
  • MAU MAU

...and more!

GUARDA IL VIDEO PROMO DELL'EVENTO:



Concerti a partire dalle h. 18.00
Apertura cancelli h. 15.30

Il costo del biglietto è di 15 € per il singolo biglietto giornaliero e di 25 € per l'abbonamento ad entrambe le date, più i diritti di prevendita.

I biglietti sono in vendita presso le maggiori rivendite autorizzate e sui circuiti www.bestticket.it e www.ticketone.it.

Anche Emil Banca, partner dell'evento, effettuerà il servizio di prevendita dei biglietti presso i suoi sportelli. La Banca ha scelto inoltre di devolvere ad un progetto di commercio equo e solidale i diritti di prevendita e le commissioni bancarie raccolti tramite la vendita dei biglietti.

Tutti a Bologna!! Che cavolo stiamo aspettando!!

Ulteriori informazioni su questo evento

Altromercato.it