giovedì 15 novembre 2007

La Bellezza, riusciamo ancora a vederla...

Ho deciso di postare questa scena di "American Beauty" un film di qualche anno fa, che fece incetta di oscar... E' un film che parla della tipica famiglia americana: perfetta e precisa all'apparenza, disastrata e piena di problemi all'interno.
All'interno di tutta la vicenda c'è un messaggio sul quale il regista ha voluto soffermarsi: la bellezza.

Non la bellezza esteriore delle cose o delle persone, ne tanto meno della bellezza che viene accettata dalla società, ma la bellezza intriseca delle cose.
Cioè quello che è bello per ognuno di noi. E non è importante se non lo è per nessun altro, l'importante è che noi stiamo bene con noi stessi di fronte a tale bellezza. La vera bellezza, l'armonia delle cose nel mondo.

Comprendo che è un concetto ostico per chi non ha visto il film, ma cercherò di essere il più chiaro e semplice possibile.
Nel film l'attore dice che "c'è talmente tanta bellezza nel mondo da star male".
Ed è vero, è verissimo.

C'è talmente tanta bellezza nel mondo che con tutto il male che ci circonda, i problemi, la diffidenza reciproca, l'indifferenza, la sofferenza... E' molto facile non vederla, ma come ci sforziamo ogni giorno di non impazzire di fronte al male che ammorba il mondo, dobbiamo sforzarci di vedere la bellezza che c'è nel mondo.

Nelle mani dei bambini, nei sorrisi delle persone, nella danza degli uccelli, nella pioggia d'estate, nella legna che scoppietta nel camino d'inverno... In tutto quello che vogliamo!! Perchè se non riusciamo a cogliere questa bellezza a cosa viviamo a fare??

venerdì 9 novembre 2007

L'estremo oltraggio

lettera di Marco Travaglio a Enzo Biagi, pubblicata dall'unità

Caro Enzo,

non vorrei disturbare il tuo secondo gior­no di Paradiso, anche perché ti immagino lì af­facciato sulla nuvoletta in compagnia delle tue adorate Lucia e Anna e dei tuoi amici Montanelli e Afeltra.

Ma, se vuoi farti qualche sana risata, dai un'oc­chiata a quel che sta accadendo in Italia intor­no alla tua bara, perché ne vale la pena. Berlu­sconi è fuori concorso: ieri ha ringraziato l'Uni­tà per aver riportato il testo dell'editto bulgaro in cui ti dava del “criminoso” e ordinava ai suoi servi furbi di cacciarti dalla Rai. “L'Unità - ha detto - finalmente mi ha reso giustizia”. Dal che puoi dedurre quale sia il suo concetto di giustizia. Poi ha rivelato che l'editto bulga­ro non c'è mai stato.

Ma, a parte il Cavaliere che ormai appartiene all'astrattismo, o al futurismo, ci sono tanti colleghi che, appena saputo della tua morte, han ritrovato la favella sul tuo conto, dopo un lungo silenzio durato sei anni, e han cominciato a parlare a tuo nome.

Marcello Sorgi - chi non muore si rivede - ha scritto sulla Stampa che “il maggior dolore di Biagi, nel 2002, all'epoca dell'editto” bulgaro, non fu l'editto bulgaro medesimo, ma “il ritrovarsi nel calderone berlusconiano dei reietti insieme con Santoro, Freccero, comici come Luttazzi e la Guzzanti e così via”. Gentaglia, insomma.

Non ricorda, il poveruomo, che tu eri orgoglioso di quella compagnia, come hai ripetuto mille volte nei tuoi ultimi libri e nelle tue dichiarazioni, al punto di farti intervistare per due ore da Sabina per il film “
Viva Zapatero” e di intervistare Luttazzi all'inizio della tua ultima avventura televisiva.

Poi ci sono Feltri e Cervi, che approfittano della tua dipartita per dire che in fondo, tra te e il Cavaliere, è finita pari e patta. “Biagi l'ha fatta pagare ai suoi detrattori e loro l'hanno fatta pagare a lui”, anzi “Biagi e Berlusconi si somigliano”. Cervi, sul Giornale che ti ha insultato per sei anni di fila raccontando che te n'eri andato volontariamente dalla Rai per intascare una congrua liquidazione, riconosce spericolatamente che “Berlusconi ha sbagliato”, ma pure “Biagi aveva ecceduto”: uno a uno, palla al centro.

Anche il nostro amico Michele Brambilla, purtroppo, scambia le cause con gli effetti, non distingue il lupo dall'agnello e domanda a chi osa rammentare chi e come ti ha rovinato gli ultimi sei anni di vita: “Ma perché tutto questo rancore?”. Parla addirittura di “uso politico della morte”, come se non fosse proprio chi ti ha voluto e fatto tanto male a usare la tua morte per minimizzare l'accaduto o addirittura negarlo o comunque raccontarlo a modo suo, profittando del fatto che non puoi più smentire certe frottole.

Brambilla cita una frase di Paolo Mieli: “Non credo che Enzo avrebbe voluto essere ricordato per quell'episodio”.
Strano: ci avevi dedicato gli ultimi tre libri (l'ultimo, scritto con Loris Mazzetti, s'intitola “Quello che non si doveva dire”) e ne parlavi sempre come della peggiore violenza che tu avessi mai subito nella tua vita, peggio di quella della Dc che ti silurò dal tg Rai nei primi anni 60 e di quella di “Artiglio” Monti che ti cacciò dal Resto del Carlino.

Così il diktat bulgaro viene ridotto a incidente di percorso, a sfogo momentaneo, peraltro giustificato dalle tue “esagerazioni” (avevi financo intervistato Montanelli e Benigni). E nessuno ricorda che ancora un anno fa l'amico Silvio, quello che ti stimava tanto, non contento di averti fatto licenziare dalla Rai, chiese di farti fuori anche dal Corriere: “È una vergogna che un giornale come il Corriere della Sera ospiti i rancori di un vecchio rancoroso che ce l'ha con me” (Ansa, 21 maggio 2006).

Per fortuna è rimasto in vita qualche tuo vecchio amico di buona memoria, come Sergio Zavoli, che ha ricordato come la tua “prova più ardua e iniqua” sia stata proprio l'editto bulgaro. Ma è uno dei pochi. Era già accaduto al vecchio Indro, anche lui come te troppo generoso per aggiungere al testamento la lista delle persone che non avrebbe voluto alle sue esequie (lui però, forse presagendo l'affollamento di coccodrilli e paraculi attorno al feretro, diede disposizione di non celebrare alcun funerale).

Prima di salutarti, caro Enzo, ti segnalo un'ultima delizia: Johnny Raiotta, quello del Kansas City, ha chiuso lo speciale Tg1 a te dedicato con queste parole: “Biagi fu cacciato dal tg dopo pochi mesi, io al Tg1 sono durato già il doppio. In qualche modo, l'Italia migliora...”. Che vuoi farci, è l'evoluzione della specie.

Marco Travaglio

mercoledì 7 novembre 2007

Luxuria: " Mi vietano di fare da testimone"


Altro che matrimoni gay. Se non sei eterosessuale alle nozze non puoi fare neppure da testimone. Questa, almeno, è la denuncia del deputato transgender del Prc, Vladimir Luxuria, che ha raccontato di aver dovuto rinunciare a fare da testimone al matrimonio della cugina, al Santuario dell'Incoronata, a Foggia, in seguito a uno specifico divieto imposto dal vescovo del capoluogo pugliese.

Il vescovo di Foggia, Francesco Pio Tamburrino, in serata avrebbe però cambiato idea, assicurando che Vladimir Luxuria "potrà tranquillamente fare il testimone di nozze avendo compiuto 18 anni, poiché per la legge, per essere testimone, è sufficiente che una persona sia maggiorenne". Ma la polemica è gia innescata e non frenano diffidenze e pregiudizi storici. Le nozze si terranno il 18 settembre del 2008.

Il ministro per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini è intervenuto definendo "un atto di saggezza", la decisione dell'Arcivescovo di Foggia di ammettere la deputata come testimone.

Ma la marcia indietro del Vescovo non placa la rabbia di Luxuria. "E' un fatto gravissimo - accusa - che dimostra ancora una volta la lontananza dei vertici ecclesiastici dalla comunità cattolica, sempre più aperta e tollerante". "Per quanto mi riguarda - racconta il parlamentare di Rifondazione - ho accettato la richiesta di mia cugina e del futuro marito senza opporre alcun problema riguardo alla scelta di sposarsi con rito cattolico. Sono una persona educata e rispetto i valori altrui, quindi mi sarei aspettata un atteggiamento altrettanto tollerante da parte del vescovo".

"Credo che questo divieto - attacca - non sia legittimo in quanto non mi risulta che tra i requisiti per fare il testimone non possa rientrare la mia persona. E' una faccenda che mi rattrista e non certo isolata. Molti, meno in vista di me, ogni giorno, subiscono queste umiliazioni senza poter fare nulla". "Quanto accaduto non cambierà nulla rispetto ai sentimenti che mi legano a mia cugina e al suo compagno ma spero - conclude - che possa contribuire a far calare il velo di ipocrisia che spesso circonda gli 'affari' della Chiesa".

A favore e contro, le risposte del mondo politico non si sono fatte aspettare. Secondo il presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Rossana Praitano, si tratta di un atteggiamento "inaccettabile, che rappresenta a pieno quello che la Chiesa cattolica fa da anni pur negandolo, ovvero una continua ed incessante discriminazione delle persone gay, lesbiche e transessuali".

testo tratto da Repubblica.it

Secondo voi la Chiesa un giorno accetterà mai il fatto che esistono persone che con un orientamento sessuale differente da quello eterosessuale?? E che ciò non mina affatto i valori della famiglia e quelli del cristianesimo??

lunedì 5 novembre 2007

Zenga, una brava persona...


Questa sera, mentre cenavo guadavo come ogni sera il telegiornale di La7, l'unico in onda alle 20.00 che riesca a dare un informazione abb. imparziale.
Dopo le solite notizie di cronaca ed informazione sono rimasto piacevolmente colpito da un'intervista ad un grande ex-calciatore Walter Zenga.

Zenga non ha parlato assolutamente di calcio o di sport in generale, ma anzi ha criticato penantemente il governo attuale italiano, in merito all'omicidio perpetuato nei giorni scorsi da un Rom nei confronti di una ragazza italiana.

E' stato l'unico a sottilineare che la gravità del reato non è dipesa dalla cittadinaza o dalle oridini etiniche del criminale, non esistono popolazioni più o meno propense a commettere reati.
Altrimenti noi da buoni italiani dovremmo essere bollati per il resto della nostra vita come Pizza, Mafia e Mandolino e non dire niente, anzi andarne fieri dei nostri prodotti tipici!!

Un personaggio politico che va in piazza o in chiesa che i Rumeni sono tutti delinquenti che devono essere messi in prigione e che la loro espulsione dai confini italiani è "troppo poco" deve essere messo in carcere...
Cioè ma sei un politico e una figura dello stato o un ubriacone da bar che dice l'ultima cosa che gli passa per la testa. Tutto questo poi detto da un Italiano, paese principe dell'immigrazione.

Zenga ha voluto attaccare gli esponeti politici che in questi giorni parlano di espulsione o di pulizia di massa... E' troppo facile generalizzare, è ancora di più dopo che avvengono questi reati.
20 mesi fa non si sapeva dell'esistenza di tutti questi campi Rom abusivi e ricettacolo di criminalità, prostituzione e droga?? Veramente non si sapeva??

Parlare ora è veramente ingiusto nei confronti della vittima, diventata un martire solo per l'odio e la paura grescente (anche giustificata) della società moderna; ma è sopratutto fuori luogo perchè non cambia veramente niente anzi tutto ciò peggiora le cose.

Mi sbaglio??

giovedì 1 novembre 2007

Il Taser torna a fare notizia. Stavolta uccide...

Isola di Parole torna a parlare di Taser, avevo già parlato del "giocattolino" in merito alla vicenda di Andrew Meyer, "tazzarato" quando tentò di parlare a Jonh Jerry.

Questa volta Robert Dziekanski è deceduto all'aeroporto di Vancouver dopo essere stato tramortito con un taser. Secondo i testimoni, le forze dell'ordine sarebbero andate per le spicce: dopo soli 24 secondi dal proprio intervento - Robert non parlava neppure inglese - hanno proceduto a sparare.

All'arrivo dei soccorsi Dziekanski, caduto in stato di incoscienza, è stato dichiarato morto.
La storia sembra essere una collezione di eventi sfortunati. Una decina di giorni fa, dopo 14 ore di volo dalla Polonia, Dziekanski si preparava a ricongiungersi con la madre, già emigrata in Canada. Non sono bastate, tuttavia, dieci ore di fila alla dogana per sbrigare le pratiche di ingresso.

Robert si è infuriato sempre di più, anch
e perché non gli era permesso di comunicare in alcun modo con la madre, che lo attendeva nel terminal. E, raccontano gli agenti intervenuti, si sarebbe opposto alla loro decisione di tentare di calmarlo. Dopo circa sei ore di attesa alla madre era stato comunicato che Robert non era all'aeroporto.

La donna aveva quindi fatto ritorno a casa, distante 5 ore di auto, solo per scoprire al suo arrivo un messaggio in segreteria che la
informava che il figlio era stato trovato. Dziekanksi moriva poco dopo l'una di notte, colpito dalla scarica elettrica del taser, mentre la madre era di nuovo in viaggio per andare a prenderlo.

Secondo quanto riportato dai media locali, i soccorsi avrebbero tardato ad arrivare. È stata aperta una inchiesta: pare ci siano diversi video forniti da testimoni che potrebbero aiutare a fare luce sull'accaduto. Qui di seguito un videonotiziario locale con il servizio su quanto avvenuto. (L.A.)

testo tratto da punto-informatico.it

Il Taser è uno strumento ancora sconosciuto a molti, per questo ho deciso di fare un piccolo sunto della definizione di Wikipedia
Il termine taser è un marchio depositato dalla TASER International, Inc. ed è l'acronimo di Thomas A. Swift's Electronic Rifle, dove Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto. Questo termine è usato per riferirsi a dei dispositivi come armi da difesa "meno che letali" che fanno uso dell'elettricità per far contrarre i muscoli del soggetto colpito.
L'esatto preocedimento della sedia elettrica, indotto però con una scarica minore

Il Funzionamento è molto semplice. Si spara al malvivente e...
...quando viene azionato il taser proietta due piccoli dardi con traiettorie non parallele modo da aumentare la distanza i due, perché l'efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro. Questi dardi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo il quale produce una scarica ad alto o voltaggio e basso amperaggio, che viene rilasciata in brevissimi impulsi.

Amnesty International lamenta che dal 2001 siano morte 142 persone colpite dai taser, TASER International afferma che i taser non hanno mai causato decessi. I medici legali dichiarano che i taser sono stati una delle cause che hanno contribuito alla morte di 10 persone (le altre cause concorrenti sono state, ad esempio, l'assunzione di un grosso quantitativo di droga e l'eccessivo sforzo fatto per resistere all'arresto).

Uno studio finanziato dal National Institute of Justice e svolto dalla Wake Forest University School of Medicine prendente in esame 1000 casi di individui colpiti da un taser ha riportato che in nessun caso il taser fu causa di morte. Secondo lo studio il 99.7% dei colpiti non riportò danni o subì danni leggeri (lividi, sbucciature) mentre il rimanente 0.3% dovette ricevere cure ospedaliere. I feritimenti erano causati dalla caduta dei soggetti dopo essere stati colpiti dal taser.

Praticamente per concludere, Il Taser non uccide se cadi e ti contorci in modo composto ed educato, se invece ti butti a terra dolorante come un maiale e batti la testa e magari schiatti... Beh?!?! Cazzo è colpa tua!!! Come è successo a Robert Dziekanski

Bella giustizia di MERDA!! Non trovate???

mercoledì 31 ottobre 2007

Baby Down conquista la Spagna!!

Altre notizie dalla Spagna, questa volta però è una buona notizia.
Ha occhi, naso, bocca, mani, piedi, come i milioni e milioni di bambole vendute in tutto il mondo. Ma quella che sta andando a ruba, in tutta la Spagna, è un esemplare diverso dal solito, con una caratteristica molto particolare: il suo nome è Baby Down, e i suoi tratti somatici sono quelli di un bebè con la sindrome di Down.

Immessa sul mercato spagnolo al prezzo di 25 euro - tre dei quali andranno a favore della Fundacion Down Espana - la bambola è disponibile nella versione femminile e maschile. E, a quanto pare, sta incontrando il favore dei consumatori, che, sempre più numerosi, decidono di acquistarla. Attratti, probabilmente, da quello che è l'obiettivo esplicito dell'operazione: oltre a incrementare i fondi della Ong, lo scopo infatti è quello di favorire "l'integrazione nella società" delle persone affette da questa alterazione cromosomica.

"Baby Down non ha nulla di speciale", ha spiegato la portavoce dell'azienda produttrice, solo i tratti caratteristici di un bebè con la sindrome, "con le dita un po' separate e la lingua un pochino all'infuori".

La bambola, le cui vendite hanno superato le aspettative persino dei distributori, è concepita perché si conoscano le necessità dei bambini affetti dalla sindrome; ed è accompagnata da un foglietto che spiega quali sono le attività che si possono fare per sviluppare le capacità dei piccoli con l'alterazione cromosomica nota come Trisomia 21.

testo tratto da Repubblica.it

Sono proprio contento, finalmente una bella notizia. Con tutto quello che si sente ogni singolo giorno, questa piccola notizia mi aa rasserenato la giornata. E' bello vedere come in Spagna, si cerchi di venire incontro alla ricerca e all'integrazione della persone affette dalla sindrome di Down.

Secondo voi questo prodotto o un simile potrebbe avere successo in Italia?

lunedì 29 ottobre 2007

Un spot contro la Corrida. Troppo violento!! Teniamoci la corrida..

Paradossi dei nostri tempi.
In Francia è stato girato un bello spot contro le corride, poi ritenuto troppo cruento e mai mandato in onda. Censurano uno spot e si tengono le corride.
Lo spot è stato realizzato dalla "Société protectrice des animaux" (SPA).
Intanto, qualcosa pare muoversi nella direzione animalista: la TVE, televisione spagnola, potrebbe essere la prima emittente a rifiutare categoricamente di trasmettere corride.

testo tratto da Blog Censurato.

domenica 28 ottobre 2007

Lotta alla Prostituzione con You tube

Il mestiere più antico del mondo? "No, la più antica vittimizzazione delle nostre madri, figlie, mogli e sorelle". E' questo il motto di John TV, un sito per sensibilizzare sul dramma della prostituzione.

A crearlo è Brian Bates, un vero e proprio reporter-moralizzatore dotato di telecamera, per mettere alla gogna mediatica padri di famiglia e professionisti beccati a spasso con le prostitute in Oklahoma. Ma in principal modo Brian vuole difendere i minori coinvolti, anche indirettamente, e fermare la prostituzione di strada. Ogni suo reportage finisce sul suo canale in YouTube (salvalo nei Siti Preferiti).

In uno dei suoi video - quello che vi mostriamo in basso - riprende (sin dal primo contatto) una "coppia" che parcheggia in pieno giorno in una strada frequentata anche da bambini. La donna addirittura esce dall'auto per spogliarsi. Il tutto testimoniato dal puntuale reportage fornito di commenti in video.

Tutti i video di Brian ( qui la nostra fotogallery che illustra gli altri casi) si chiudono con il contatto diretto: il reporter si avvicina all'auto e tenta un dialogo 'moralizzante' con il cliente (chiamato genericamente John, da qui il nome del sito). Le reazioni sono di tutti i tipi: imbarazzo, scuse, rabbia, fuga. Spesso arriva anche la macchina della Polizia che arresta le persone coinvolte. In ogni caso, l'obiettivo del video-vigilante è raggiunto.

testo tratto da Excite Italia

venerdì 26 ottobre 2007

Global War-ming...

Allora vogliamo veramente continuare a vivere fottendocene bellamente della Natura??

mercoledì 24 ottobre 2007

La soluzione Finale!!


Mastella è indagato per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali da De Magistris. Appena lo sa ne chiede il trasferimento. Non ci riesce. De Magistris diventa l’indagato. Qualcuno fa uscire notizie riservate dalla Procura di Catanzaro. De Magistris riceve una busta con delle pallottole. Va avanti lo stesso. Mastella minaccia di mandare a casa Prodi a primavera. L’inchiesta è subito tolta a De Magistris. E’ finita qui?

Si, è finita, ma per il centro sinistra. E’ morto, defunto. Nessun partito ha chiesto le dimissioni di Mastella. Vergogna. In un Paese normale Mastella sarebbe a Ceppaloni a raccogliere pomodori. E Prodi, anche lui indagato? E' sereno. Il giudice non c’è più e oggi, insieme al compare Mastella, è a Napoli per ricevere il Papa.

Marco Travaglio ha inviato a Grillo una lettera sulla soluzione finale.

“Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo.

Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.

Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui.

E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.”

Marco Travaglio

testo tratto dal sito di Beppe